Il taccuino di Armando Leotta Rotating Header Image

Probabilmente dio non esiste, quindi…

All’inizio era Londra.

Campagna bus atei a Londra

Campagna bus atei a Londra

 

Poi è arrivata Madrid e Valencia.

La campagna, naturalmente ad opera di associazioni atee, ha ricevuto offerte record per un totale di 113mila dollari, superando di ben sette volte gli obiettivi prefissati. 
Tra i donatori vip c’è il professore di biologia della Oxford University Richard Dawkins che ha donato novemila dollari.
La British Humanist Association, che gestisce i fondi, ha spiegato che l’iniziativa – che dovrebbe durare per tutto il mese di gennaio – ha ricevuto un tale successo che potrebbe estendersi anche a Manchester e Edimburgo. A capo della campagna è la sceneggiatrice inglese Ariane Sherine, che ha spiegato di aver pensato all’iniziativa dopo aver visitato un sito cristiano in cui si spiegava che i non credenti finiranno all’inferno (fonte La Stampa).

Campagna bus atei

Campagna bus atei

Secondo gli organizzatori, tale campagna serve ad “aumentare la consapevolezza tra i cittadini atei, non credenti e liberi, in generale, circa la necessità di rendersi visibili e fieri delle proprie convinzioni e per consentire loro di rivendicare gli stessi diritti e le libertà che sono riconosciuti agli altri cittadini per il semplice fatto di possedere o di esprimere una fede religiosa“. 

Ma nella capitale iberica arriva tardi. Già dallo scorso 25 dicembre, infatti, circola nella zona sud della città un autobus interurbano, il numero 493 con lo slogan: “Dio sì esiste. Godi della vita in Cristo”.

E’ in corso una battaglia a colpi di spot tra atei e credenti. Ovviamente non sono mancate le repliche dell’arcivescovado della città di Gaudì  diffuse negli ultimi giorni nelle diocesi catalane: “La fede in Dio e nella sua esistenza non è un motivo di preoccupazione nè un ostacolo per godere onestamente della vita

A quando la polemica in casa nostra?

Avrei già qualche variante in romanesco e qualche linea bus papabile indicata all’iniziativa (40?) o anche qualche carrozza della metro A.

Ma siamo in Italia, anzi, a Roma quindi…

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