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Gadget

Customer care Nike+: una piacevole sorpresa

Capita di avere un Nike+ Fuelband prima generazione, comprato allo store Nike di Londra in Oxfort Street.

Capita che l’acquisto avviene nella primavera di due anni fa.

fuelbandPurtroppo capita, ed è per questo che scrivo, che si rompa, non funzioni più il tasto nonostante “misuri” correttamente, si sincronizzi con le app e il portale.

Insomma, non interagisce più con me ma solo con le app (purtroppo sono egocentrico e pretendo attenzione dal fuelband 😉 ).

Dopo qualche ricerca sul loro portale scovo (sì, non è proprio evidente) un numero di telefono italiano per l’assistenza in lingua italiana.

Provo a chiamare, scettico e titubante.

Trovo Margherita, una simpatica e competente italiana che mi risponde da Amsterdam. Espletate le prime verifiche del caso, avvia immediatamente la richiesta di sostituzione in garanzia, previa verifica del guasto alla ricezione del dispositivo.

In pochi minuti avevo l’etichetta da mettere sul pacchetto da dare al corriere. Nel frattempo è arrivata l’autorizzazione pre-pagata per il suo coinvolgimento.

In meno di un’ora avevo prenotato il ritiro per l’indomani.

Dopo 24 ore dal ritiro vengo informato che è arrivato a destinazione.

A fine giornata mi arriva l’aggiornamento atteso:  guasto confermato, è stato spedito un nuovo dispositivo, chiaramente ULTIMO modello.

Nel frattempo sono in contatto con l’assistenza, l’aggiorno e mi rispondono (sia Margherita sia Elisa) sempre tempestivamente, con preparazione e cortesia: “entro il 18 arriverà sicuramente, non preoccuparti”.

Avete presente il servizio assistenza come vorreste che fosse?

Quello.

E’ arrivato venerdì 11, decisamente entro le stime.

E’ un modello di business funzionante.

E’ un mercato in crescita e con crescente concorrenza.

E’ costato non poco.

Hanno sicuramente un ritorno d’immagine e pubblicità gratuita, vera del passaparola degli utenti soddisfatti.

Ma è piacevole, funziona alla grande ed è fantastico ricevere un servizio d’assistenza così.

Grazie Margherita, grazie Elisa, “keep active“, avanzate un coffee ad Amsterdam alla prima occasione.

Grazie Nike, well done.

P.S. Adesso vado ad aggiornare il thread di assistenza, riportando che tutto è andato splendidamente, soprattutto l’assistenza. E informo loro del post che spero gradiranno.

IP CAM o network camera: ho provato due Foscam

Dopo qualche settimana di ricerche, confronti e approfondimenti mi sono deciso.

FoscamHo acquistato due IP CAM Foscam: FI9821W e la FI8910W.

Entrambe sono motorizzate e da interno, dotate di filtro I/R che migliora i colori specialmente in condizioni di scarsa luminosità, audio in/out, 802.11b/g/n (+ 10/100 eth), pan & tilt e riprese in infrarossi.

La prima è decisamente superiore: risoluzione HD con codifica H.264, visuale di 70° (invece di 60°) e memory card (caratteristiche che il secondo modello non ha).

Per contro, la 8910 è nativamente integrabile con il mio qnap (da qui la scelta di differenziare gli acquisti).

In entrambi i casi la confezione dei prodotti comprende sia le staffe per il montaggio a muro (stop compresi) sia un utilissimo eth patch cord estensibile.

La gestione e configurazione della cam avviene via web (occorre installare un plugin in dotazione disponibili per tutti i principali browser e OS).

Veniamo alla parte più interessante: la gestione e le possibilità native offerte dall’applicazione a bordo delle cam (chiaramente se volete gestirla via synology o qnap cambiano le modalità di gestione).

Le funzionalità di entrambe le applicazione di gestione sono praticamente identiche.

C’è da segnalare che quella dedicata alla camera più  evoluta è decisamente più gradevole sia come aspetto che come fruibilità.

FInestra principale

FInestra principale

 

Configurazioni

Configurazioni

 

Motion & Sound detection

Motion & Sound detection

 

Allarmi via mail

Allarmi via mail

 

 

Scatti inviati via mail

Scatti inviati via mail

 

Un bel 10 a chi indovina cosa ho in mano nell’ultima foto 😉 Cameo a parte, qualità e dimensione (36-45K max) sono più che accettabili.

Dimenticavo: entrambe hanno la possibilità di “patrol” definendo dei punti specifici da sorvegliare.

Sono molto soddisfatto degli acquisti ma aggiornerò il post sulle problematiche o novità.

NOTA: al momento, sembra che la 8910 riesca a salvare ed inviare esclusivamente immagini in MJPG (Motion JPG) e non video. Non è determinante ma approfondirò con il venditore. La 9821W invia immagini ma salva anche i video direttamente sulla SD.

 *** UPDATE ***

Anche la “piccolina” consente la registrazione video: al momento sono riuscito con altro applicativo (via qnap, ad esempio).

 

Android 4 miniPC

Sono diverse settimane che mi riprometto di finalizzare questo articolo: finalmente eccolo qui.

Avete presente il cosiddetto gadget digitale?

Ecco, quello.

Ho voluto provare un miniPC Android 4.0.

Che cos’è?

Lascio parlare le foto.

Android 4 Mini PC

Android 4 Mini PC

 

Cosa c’è dentro la confezione?

Android 4 Mini PC

Android 4 Mini PC – contenuto –

Che cos’è e quali sono le caratteristiche.

E’ un mini pc dalle dimensioni ridottissime. Monta Android 4.0.

Si collega via HDMI alla TV che si trasforma in un bel PC Android.

Ha una CPU Cortex A8 da 1.5GHz e supporta la connettività wifi 802.11 b/g/n.

Ecco la scheda tecnica:

Caratteristiche tecniche miniPC Android 4.0

Caratteristiche tecniche miniPC Android 4.0

 

Utilizzo semplice e immediato: un mouse – non in dotazione – nella porta usb, alimentatore e  cavo HDMI – entrambi in dotazione -.

Si parte 🙂

TV con miniPC Android 4.0

TV con miniPC Android 4.0

Ed eccolo…

TV con miniPC Android 4.0

TV con miniPC Android 4.0

TV con miniPC Android 4.0

TV con miniPC Android 4.0

Il sistema parte con diverse interessanti applicazioni a bordo: alcune utili, alcune semplicemente dimostrative…

TV con miniPC Android 4.0

TV con miniPC Android 4.0

Vi consiglio di creare un profilo Google dedicato al nuovo giocattolino di casa e di usarlo di conseguenza nel market di riferimento.

 

 Altro video…

Aldilà del gadget geek/nerd, rappresenta un’ottima soluzione per trasformare una (buona) TV HD a Led in una stazione multimediale (renderer DLNA).

In altre parole, su questa televisione riesco a mandare in streaming HD svariate fonti domestiche e non (media server DLNA compliant).

Unici nei, al momento della scrittura del post: troppa sensibilità nella copertura wifi e assenza di funzionalità nativa di spegnimento (shutdown).

Buon divertimento.

Rooting Nook Color [How To]

Effettuare il rooting del Nook Color è semplice.

Innanzitutto è opportuno accendere il proprio Nook, seguire la procedura di setup guidata, configurare il wi-fi per potere andare in rete per registrare il proprio dispositivo.

Serve un microSD da almeno 128 MB ed un’utility per la scrittura delle immagini disco (per windows va bene Win32DiskImager, per Linux e MacOsX la nativa dd).

Per prima cosa occorre capire la versione del software installata sul nostro Nook: Check Settings->Device Info->About Your Nook Color.

Di conseguenza, scaricare il nooter (il tool per il rootare il nook) apposito: l’auto nooter 2.12.15 file 15 Dec 2010 per la versione 1.0.0 o l’auto nooter 2.12.25 file 25 Dec 2010 per la 1.0.1 (GabrialDestruir) o il nuovo autonooter (GMPOWER) per la versione 1.1.0.

Una volta identificato l’autonooter da utilizzare in base alla versione di software di sistema installato, scaricate il pacchetto e scompattate il file immagine contenuto.

Su Linux:

# umount /dev/<sdcard>

dove <sdcard> è il device sdcard, ad esempio /dev/sdc

# dd if=auto-nooter.img of=/dev/<sdcard> bs=1M

(sostituire <sdcard> come sopra)

Su MacOsX:

diskutil list

(per vedere il dispositivo su cui è mappata la microSD)

Smontare il dispositivo:

diskutil unmountDisk /dev/disk#

(sostituendo il # con il device mappato ad esempio disk2)

dd if=auto-nooter.img of=/dev/rdisk# bs=1m

Su windows basta aprire Win32DiskImager, selezionare la microSD, l’immagine e procedere con la sua scrittura sul dispositivo.

Il risultato è una microSD con due partizioni (nota: con windows se ne vede solo una):

AutoNooterFiles (via NookDevs)

Se il risultato è diverso da quanto in figura ripetere i passi sopra indicati.

Dando per scontata la corretta creazione della microSD, scollegare il cavo usb dal Nook e spegnere l’apparato.

Inserire la microSD nel Nook e collegarlo al computer via USB. A questo punto il Nook farà il boot dalla microSD anche se lo schermo resterà spento.

Dopo circa un minuto verrà riconosciuta una nuova periferica USB (Linux, MacOsX o windows che sia): ignorate pure la segnalazione.

A questo punto non resta che attendere che il dispositivo finisca l’elaborazione ed effettui il reboot: quando vedrete l’animazione del boot avete finito.

Ricordatevi di rimuovere la sd per evitare che al prossimo reboot ricarichi il software dalla sd.

Buon market e superuser 🙂

P.S: la microSD utilizzata può essere tranquillamente riutilizzata

(via nookdevs)

Come installare Android Honeycomb su NookColor

Caricare l’immagine Honeycomb su NookColor è un gioco da ragazzi.

A prescindere dal rooting e dalla scrittura su flash, è possibile creare una SD bootable con un’immagine di OS (ubuntu, froyo, honeycomb, more to come).

Cosa serve:

  • un NookColor
  • una scheda miniSD da almeno 4 GB
  • un computer
  • un lettore/scrittore di memory card
  • un programma per scrivere le immagini di dischi (ad esempio per windows winimage mentre per linux e mac c’è il nativo dd)
  • un programma per estrarre l’immagine dallo zip
  • l’immagine Honeycomb per NookColor.

Una volta scaricata e scompattata l’immagine si scrive sulla SD ed il gioco è fatto.

Su windows, tramite winimage in esecuzione come amministratore, selezionare Disk dal menu e “Restore Virtual Hard Disk Image…”. Selezionare la SD card, spuntare “all files” e caricare l’immagine precedentemente scompattata.

Su linux e mac smontare la sd
linux:

# umount /dev/<sdcard>
# dd if=nomeimmagineos.img of=/dev/<sdcard> bs=1M

(ad esempio /dev/sdc)

Mac:

diskutil unmountDisk /dev/disk#
dd if=nomeimmagineos.img of=/dev/disk# bs=1m

specificando opportunamente il valore # (magari aiutandosi con il comando diskutil list)

A questo punto, aspettare (dipende dalla velocità della scheda utilizzata):

Inseritela nel NookColor, power ON e… buon Honeycomb 🙂

P.S.: Non agendo sulla memoria flash, togliendo la sd e rieffettuando il boot il dispositivo parte con il suo software originare (o quant’altro avete caricato al suo posto, of course)