Il taccuino di Armando Leotta Rotating Header Image

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Cambio gestore telefonia fissa: privacy e sciacallaggio delle compagnie telefoniche #telco #fail

C’era una volta uno scenario.

Utenza domestica fonia e dati con il medesimo fornitore, diciamo Telestacco, per dargli un nome di fantasia.

Numero riservato: non compare in elenco nè possono essere fornite informazioni tramite operatore.

Il nostro protagonista di fantasia che chiameremo Armando decide di aderire ad un’offerta fonia e dati di un altro operatore, chiamiamolo Tiscallopizzette.

Verifica copertura preventiva in autonomia tramite sito web: ok.

Verifica tramite operatore telefonico: ok.

La 20 MB c’è, è possibile proseguire con il contratto.

Come mai l’operatore Telestacco nonostante più volte sollecitato non abbia mai valutato di offrire pari servizio appare un misterioso suicidio commerciale. Ma questa è un’altra storia (cit.).

Torniamo alla principale.

Nel contratto di adesione il nostro protagonista spulcia attentamente le clausole relative alla privacy maniaco com’è e fornisce  solo ed esclusivamente i consensi obbligatori, non quelli facoltativi e pubblicatari a beneficio di terzi.

Non è mai arrivata una telefonata a carattere commerciale visto che comunico a terzi solo numeri di telefonia mobile.

Fino ad oggi.

Sì perchè il nostro protagonista riceve due telefonate di questo tipo (da numeri improbabili o sconosciuti/riservati):

“Buongiorno, è il servizio di telefonia. La chiamo per il cambio gestore che ha chiesto ieri”

E siccome il nostro protagonista è notoriamente uno scassam* sospettoso: “Scusi, non ho capito quale compagnia telefonica ha detto: può ripetere?”

“Ehm… sono dell’operatore Ciucciafone e chiamavo per il cambio gestore”

“Meraviglioso. Ho chiesto il cambio gestore ma decisamente non a Ciucciafone nè dovreste essere a conoscenza di questo numero nè lei nè Ciucciafone…”

Silenzio…

“Vabbè…Clic”

Comunicazione interrotta.

Ma che strana coincidenza.

Poco dopo, analoga chiamata, analogo contenuto informativo:

“Buongiorno! Ci risulta che ha chiesto il cambio gestore telefonico su questo numero. E’ corretto?”

“Con chi parlo scusi?”

Infostracci signore, chiamo per il cambio del gestore: lo ha richiesto lei?”

“Sì ma non ad Infostracci che non dovrebbe nemmeno avere il mio numero. Saluti.”

“Clic”.

Stavolta è il nostro protagonista a chiudere la comunicazione anzitempo.

Morale della favola odierna

Pare che si sia aperto il vaso di Pandora: nonostate le accortezze normative e di riservatezza il nostro protagonista viene chiamato (anche con sistemi automatici viste le numerazioni alle quali non ha risposto) da svariate compagnie TRANNE da quelle interessate dal passaggio.

Meravigliosa Italia. AlphaPrivacy, dove sei?

E SlowWeb? Come mai non si è ancora sentita? (o era uno dei numeri improbabili di poche cifre ai quali non è stato risposto)

TIM, 119 selfservice e carta di credito: 5 euro e passa la paura.

Come tanti, ho abbinato al contratto TIM una carta di credito tramite la quale mensilmente la TIM preleva quanto pattuito.

Le carte di credito hanno una scadenza e la mia MASTERCARD (ricorda, è importante) scade a fine gennaio.

Ho aspettato il giorno in cui hanno registrato la transazione mensile dopodiché, dopo aver chiesto al supporto 119 su twitter, sono andato a modificare la carta di credito sul sito 119 selfservice.

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Nella finestra che vedete sotto, non ho trovato la situazione attualmente in essere (il riferimento alla “vecchia” carta di credito, ndr.): tutto era vuoto, senza riferimento ma con la pretesa di specificare in alto la carta attualmente in funzione e, in basso, la nuova da inserire in sostituzione.

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Compilazione vecchia carta

Ho provato in tutti i modi  e con tutte le carte (con tutte le voci del menù a tendina) ma non c’era verso di andare avanti nella transazione: il messaggio mi informava che quanto specificato non era quanto noto al sistema.

Ormai disarmato provo a chiamare il 119.

Molto disponibili e accomodanti sfoderano un “proviamo insieme al telefono”: ecco, per fortuna grazie ai consigli dell’operatore sono riuscito a superare il primo blocco e cioè quello della compilazione della carta di credito “vecchia”.

Come? Semplice: basta specificare i 16 numeri del PAN come… tutti zero(?)!

Compilazione nuova carta

Arrivo al problema seguente cioè specificare la nuova carta di credito.

Anche qui, provo tutte le voci relative alle carte di credito disponibili (compreso KEYCLIENT, anche questo è importante) senza alcun successo.

L’operatore a questo punto desiste e mi suggerisce di sbrigarmi ad andare in un centro TIM per eseguire il cambio carta da loro perché il “sistema” potrebbe fare un polling sulla carta di credito e, avendo la vecchia in via di disabilitazione, potrebbe intendere che io voglia rifiutarmi di acconsentire all’addebito e procedere d’ufficio al recesso (con tanto di spese di penali per recesso anticipato, ndr.).

Detto fatto, l’indomani arriva un sms minaccioso che mi annuncia la recessione imminente del contratto. Ogni chiamata al 119 è stata infruttuosa: dovevo recarmi ad un centro TIM e fare l’operazione GRATUITA di cambio carta da loro al COSTO DI 5 EURO che mi sarebbero stati rimborsati COME CREDITO TELEFONICO!

Ho provato a spiegare che non era affatto GRATUITA l’operazione sebbene venisse rimborsata come credito visto che unilateralmente era stato deciso che dovevo, difatti, versare 5 EURO in traffico prepagato.

Evidentemente troppo complicato.

CENTRO TIM

L’indomani sono andato ad un centro TIM per questo cambio carta.

Io: “Salve, devo cambiare la carta di credito associata al numero telefonico XXX”

Lei: “Documento, codice fiscale e SIM”

Io: “Ecco. Forse è il caso di farlo presente in Azienda: i clienti con la MASTERCARD nativa e non agganciata ad altri circuiti non possono usare le funzionalità selfservice. Ho provato più volte: la voce MASTERCARD nativa sembra non essere proprio prevista dalla vostra applicazione. Per quanto mi sembra assurdo, pensi che non c’è nemmeno sul menù a tendina!”

Lei: “Non si preoccupi, io specifico KEYCLIENT e funziona”

Io: ” Ma come? Io l’ho provata più e più volte, KEYCLIENT compreso!”

Pronti…?

Lei: “Senta, lo so: sul self service non funziona altrimenti tutti la farebbero in autonomia gratuitamente. E chi verrebbe ad un centro TIM a farlo a 5 EURO? Dobbiamo pur guadagnarci qualcosa noi no?”

Tra ribaltarle la scrivania o guardarla con estrema tristezza e amarezza ho optato per la seconda, dannata educazione.

Questo è lo straccio di ricevuta che mi hanno fornito.

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Adesso abbiamo imparato qualcosa in più su mamma TIM.

#FAIL

P.S.: ad oggi non mi sono stati ancora rimborsati i famosi 5 euro.

Campagna elettorale senza mea culpa

Da settimane si è insediato il governo Monti, un governo tecnico di responsabilità nazionale voluto da (quasi) tutte le forze politiche europee.

Non sono un esperto d’economia né di politica, mi limito ad osservare quanto mi succede attorno e mi condizionerà sempre di più nel quotidiano, immediato e futuro.

Prendetelo come uno sfogo, un foglio di un vero taccuino personale.

Da una parte l’ex governo Berlusconi.

La crisi è come il Presidente della Repubblica: va tirata per la giacchetta solo quando serve. Non vorrei sommergervi di collegamenti ad interviste e dichiarazioni dell’ex Premier in cui si nega la crisi: non c’era e non avrebbe comunque riguardato la nostra nazione per la propensione proverbiale degli italiani al risparmio. Vi ricordate tutti i siparietti nelle varie trasmissioni in cui la crisi serviva solo a sviare la discussione da un’escort ad un’altra, da una legge ad personam a paradisi fiscali, etc etc. Certo, non mancano le chicche da wannabe-premio-nobel o l’invito a scaricare cassette di frutta al mercato da parte di un gigante dell’economia (in calce due video a mero titolo evocativo).

Anni decisivi sprecati, buttati.

Dall’altra parte la cosiddetta opposizione.

Cos’ha fatto questa opposizione non si è capito. Quello che non sono riusciti a fare è stato creare un’alternativa credibile e duratura a quello stato di regime mediatico e non solo che sembrava essere l’unica scelta possibile, stabile e duratura.

Incapaci, ottusi.

Poi ci si lamenta del commissariamento europeo. Per fortuna, altrimenti stavamo ancora dibattendo sul bungabunga, su minorenni avvenenti e soubrette ministro.

Cosa accomuna oggi la politica italiana a mio avviso?

La sconfitta, l’incapacità di reagire figuriamo di pianificare! E pensare che il concetto stesso di politica include implicitamente il concetto di strategia, di pianificazione.

Berlusconi si fa da parte per il senso del dovere? La crisi economica danneggia anche le sue aziende: paradossalmente non è riuscito nemmeno a salvare i propri interessi economici distratto com’era da quelli personali.

Politicamente?

Si prospetta un periodo di sacrifici, di scelte impopolari, oramai, inderogabili e improcrastinabili.

E quale forza politica italiana si accollerebbe queste scelte? La Politica al servizio del cittadino dovrebbe farlo, quella al servizio della poltrona si fa da parte lasciando la scottante ed imbarazzante questione ad un governo tecnico.

Dovremmo dire grazie a Berlusconi che si è dimesso non essendo obbligato a farlo?

Dovremmo dire grazie a Bersani che lo ha costretto all’angolo e alle dimissioni?

E’ un siparietto ridicolo, patetico e tanto italiano.

La politica ha perso, il popolo ha perso, la democrazia ha perso. Chi ha vinto? Nessuno, Goldman Sachs a parte.

Temo che si prospetteranno mesi e mesi di campagna elettorale ai danni della nostra economia e del nostro stato sociale.

I sacrifici? Le mani in tasca agli italiani? Non una scelta politica, non un governo politico ma scelta obbligata di un governo tecnico: un po’ come fare i propri comodi e poi lavarsene le mani. In confronto Ponzio Pilato era un signore.

A chi grida allo scandalo sulla scelta di Monti Premier sottolineando la presenza tentacolare della Goldman Sachs (anche) nell’economia europea chiedo: la scelta doveva forse ricadere su uno di quei giovani che Brunetta voleva mandare a scaricare cassette al mercato? E pensare che avevamo un quasi-nobel a portata di (ex)governo.

 

 

Silenzio, almeno quello.

Alice ADSL, il servizio 187 e la velocità d’aggancio in centrale: il contratto?

Dall’ultimo trasloco, sebbene si tratti di soli 5 km, è cambiato tutto.

Sì perché è cambiata la centrale Telecom a cui sono attestato ed il risultato non è più deterministico. Da mesi ormai la mia Alice ADSL 7 Mb è piuttosto ballerina, spesso va giù la linea o improvvisamente va tutto dannatamente lento.

Ho iniziato ad approfondire la problematica e ho notato che la velocità d’aggancio in centrale non è praticamente mai 7 Mb com’era precedentemente nel pari contratto nella precedente abitazione (ma  su altra centrale, ndr).

Basta effettuare la disconnessione e la connessione (o anche semplicemente il reboot) del modem ADSL che si notano in modo del tutto casuale le seguenti situazioni:

Velocità d'aggancio in centrale (Clicca per ingrandire)

 

Velocità d'aggancio centrale (Clicca per ingrandire)

 

Che il protocollo sia in adaptive rate è chiaro ma questa costante oscillazione e praticamente mai 7 Mb mi fanno propendere per richiedere un approfondimento in centrale.

Lancia i dadi e tenta la sorte: una volta avuto un aggancio decente devo dire che per qualche ora la connessione sfrutta la banda massima a disposizione.

Ho provato a comunicare questa situazione al 187: panico.

Niente, nulla da fare: da “ma si connette o è lenta? Signore, i 7 Mb sono la velocità massima, dipende dal sito contattato, dall’occupazione di banda, non è garantito nulla oltre i 2 Mb. Ma si connette in wifi o in ethernet?

Insomma, a parte “si assicuri che il modem sia acceso” mi hanno letto tutta la checklist ben in vista accanto al monitor vicino il reggi cuffia e mi hanno rimbalzato da un sito telecom di diagnostica all’altro (peraltro zeppo di errori che mi hanno costretto a richiamare, ndr) senza venirne a capo.

O meglio, senza che capissero quale fosse la mia segnalazione.

Alla fine, stremato, mi hanno messo in attesa per un po’ per poi confermarmi che la connessione non aveva problemi di velocità e che quindi il problema non sussisteva in quanto l’attuale connessione dai loro test superava i 2 Mb/s in downstream.

Aldilà che ho chiesto di parlare con un capoturno, supervisore, responsabile e la tipa sta ancora ridendo, ho spedito un fax all’unico numero per i reclami che ho reperito in rete, nella speranza che sia ancora corretto: 803.308.187 per le utenze residenziali.

La mia segnalazione voleva essere semplicemente un invito a verificare la mia connessione in centrale: troppo complicato per le competenze della signorina (il nome è nel fax di reclamo) che ha trattato con scortesia infinita la mia richiesta di supporto al 187 (stamattina, ore 10 circa).

Adesso, a valle di tutto, voglio andare a leggere il contratto. Ancora mi rimbombano le parole “e dove sta scritto a quanto deve agganciarsi in centrale?“.

Ora, quasi sicuramente non è formalizzato nel contratto ma lo è sicuramente “velocità di navigazione fino a 7 Mb“.

Giocare con l’ambiguità delle parole: fino a 7 Mb/s.

Come pensano di mettermi a disposizione “fino a 7 Mb/s” se alla centrale mi aggancio sistematicamente a velocità casuali e sensibilmente inferiori a quelle, a mio avviso, previste? In questo modo il taglio è preventivo, non dovuto ai fattori di occupazione di banda o lentezza delle risorse richieste ma squisitamente tecniche e contrattuali.

Non so come la pensate voi ma mi aspetterei di agganciarmi in centrale alla canonica velocità 7168Kbps (i famosi “fino a 7 Mb/s“, la presunta velocità massima di navigazione); poi, non avendo nulla di garantito oltre i 2 Mb/s, la reale velocità di download dipenderà dalle mille problematiche a noi ben note.

Ho mandato una segnalazione in autonomia tramite il portale 187 che, se tanto mi da tanto, farà un buco nell’acqua.

Ho spedito un fax di reclami, sperando di sortire qualche effetto.

Integrerò il post con i vari (ed attesi) aggiornamenti qualora dovessero esserci.

Se avete esperienze simili o aspetti che stonano in quello che ho scritto, i commenti come al solito sono benvenuti.

In ogni caso, grazie Telecom, soprattutto per il customer care.

C’è da spostare un neutrino!

Riporto i fatti.

Fotografo e non commento.

La notizia su Il Corriere.

Comunicato stampa del Ministro On. Mariastella Gelmini:

 

“La scoperta del Cern di Ginevra e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza.”

Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna.

Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.

Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.

Inoltre, oggi l’Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l’anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante”.

Comunicato stampa Gelmini

Clicca per ingrandire (screenshot 24/9/2011 ore 16:08)

Il mondo ridequotidiani compresi.

La Rete 29 Aprile (“Ricercatori per una università pubblica, libera e aperta”):

“Nessun tunnel ma un fascio di neutrini che è stato ‘sparato’ dal Cern di Ginevra per un viaggio sotterraneo che dura 2,4 millisecondi, raggiunge la profondità massima di tre chilometri per effetto della curvatura terrestre e termina al Gran Sasso, dove il fascio è ‘fotografato’ da un rilevatore e ne viene misurata la velocità. Quindi tranquilli, soprattutto i cittadini di Firenze che si trovano sulla traiettoria: il viaggio delle particelle, perfettamente rettilineo, non impegna nessuna struttura costruita dall’uomo; e nessuno potrà usare tale esperimento per giustificare una nuova TAV sotto il Trasimeno”.

La replica del Ministro:

 “Polemica destituita di fondamento e è assolutamente ridicola. E’ ovvio che il tunnel è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso”

 

E’ ovvio, ignoranti.

Ai posteri.