Il taccuino di Armando Leotta Rotating Header Image

politica

Un minuto di raccoglimento per Stracquadanio

In religioso silenzio, un minuto di raccoglimento, spero bipartisan.

 

 

Anche questo individuo viene pagato da noi.

Il referendum del 12 e 13 giugno spiegato ai nostri figli tra cauto ottimismo e soddisfazione

“E’ andata, per fortuna.”

“Cosa è andata?”

“Il refererendum, il quorum è stato superato per fortuna”

“Ah è una cosa buona no?”

“Beh, se non si superava il quorum, e cioè almeno la metà degli aventi diritto più uno, il risultato delle votazioni sarebbero stato semplicemente ignorato”

“E perché  mai scusa? Uno deve andarci per forza a votare?”

No, ma è un diritto-dovere. E poi questo era un referendum: la delega politica ahimè è fallita e si chiede l’opinione del popolo su alcune questioni importanti

“Sì sì, lo so, l’abbiamo studiato a scuola. Sono referendum dove si chiede se si vuole cancellare una legge”.

“Sì, si dice abrogare, sono referendum abrogativi”

“Ecco, quelli. Ma non fanno prima a fare le leggi giuste invece di chiederci se vogliamo abrogare quelle che, evidentemente, tanto giuste non sono?”

“Eh, sì, sarebbe meglio”

“A scuola abbiamo parlato tanto dell’importanza di questo referendum, dell’acqua, del nucleare e della legge per Berlusconi ma io non ho capito una cosa:  perché se sono leggi sbagliate serve il quorum? Sono sbagliate anche senza raggiungerlo o no?

“E’ una questione di democrazia e costituzione: al momento i referendum sono presi in considerazione in quanto espressione insindacabile del popolo che è sovrano ma solo se si esprime la maggioranza degli aventi diritto.”

“Beh ma per cose così importanti dovrebbero andarci tutti a votare!”

“Hai ragione ma la politica tenta di guidare anche questo momento di espressione di libertà del cittadino suggerendo cosa votare e, peggio ancora, di non andare a votare sperando di non raggiungere il minimo numero di votanti”.

“No, aspetta, fammi capire: c’è qualcuno che va a votare al referendum e dice che vuole il nucleare e la legge per i politici ad esempio sono da mantenere? Non ci credo!”

“Beh, sì… Ma c’è di peggio: c’è chi non va a votare nella speranza che non si raggiunga il quorum per mandare tutto in fumo.”

“Secondo me il referendum dovrebbe valere anche se vota solo uno così la prossima volta vanno tutti a votare, no? Cioè te ne freghi e di fatto decidi per me che m’interesso e vado a votare?”

“Sì, lo credo anch’io che qualcosa debba essere modificato. Intanto sono contento. Oggi abbiamo rischiato di legittimare la consegna di un mondo peggiore a te ed ai tuoi figli, e non me lo sarei mai perdonato. Erano anni che non ero orgoglioso di essere parte attiva di un risultato politico, elettorale e sociale.

 

Sì, è andata perché non avrei mai avuto la forza di guardare in faccia i miei figli e dire loro che, anche questo, era stato subìto passivamente senza minimamente pensare al loro futuro.

Nucleare, acqua e giustizia: ecco il referendum del 12 e 13 giugno

Referendum del 12 e 13 giugno

Il 12 e 13 giugno potremo votare su tre argomenti importantissimi:

NUCLEARE, ACQUA, GIUSTIZIA

La televisione ne parla poco, perché il governo non vuole che tu vada a votare. Ha paura del risultato. Ha paura della tua opinione.

Clicca sulla locandina per ingrandire l'immagine

Leggere attentamente la locandina ed il colore delle schede.

Nessuno, ad oggi, ha saputo dire come intenderebbe gestire le scorie radioattive: non sappiamo gestire la spazzatura (rifiuti solidi urbani) ma pensiamo di voler gestire qualcosa, con decenni di ritardo e che chi ce l’ha da tempo sta lentamente prevedendo di smantellare.

Quanto ribattono è che se avviene un incidente alle centrali nucleari in Francia avremmo ripercussioni anche in Italia senza beneficiare degli utili della centrale stessa.

Ovvio che avremmo ripercussioni  anche se, per contro, non avremmo il problema delle scorie ma l’approccio è demagogico: è come dire che visto che c’è gente che guida ubriaca e non puoi evitarlo, visto che rischi di incontrarla quanto vale che guidi ubriaco anche tu.

La follia veicolata come messaggio politico.

E’ opportuno andare a votare.

Il Presidente Berlusconi non ha cantato alcuna canzone

Comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, 24 marzo 2011 (Cliccare per ingrandire)

 Leggo un comunicato stampa del portavoce della Presidenza del Consiglio:

Il resoconto fornito da alcune agenzie di stampa in merito alla cena di ieri sera del Presidente Berlusconi con il gruppo dei Responsabili è ricco di fantasie e imprecisioni. In particolare, il Presidente non ha cantato alcuna canzone.

24 Marzo 2011

 

(via Governo.it)

Credo non sia necessario aggiungere altro.

Un voto ponderato, consapevole ed impopolare

Riflettevo sulla vita politica italiana e sulla partecipazione ad essa da parte dei cittadini elettori.

Credo che sia arrivato il momento di un’amara, impopolare, scomoda, fastidiosa ed odiosissima considerazione:  siamo ignoranti.

In molti votano e non sanno cos’è lecito attendersi dalla loro preferenza, altri non votano per lo stesso motivo. Altri votano e non sanno quale compito sarà chiamato a ricoprire chi sarà eletto, in che modo, in quali tempi, etc.

Si parla spesso di riforma elettorale (che ovviamente non mette tutti d’accordo) ma, ammesso che venga mai realizzata, a mio avviso non basterà per i motivi di cui sopra.

Sono dell’opinione che il disinteresse, il disamore per le istituzioni e per la politica degli ultimi decenni siano , tra l’altro, chiaramente dimostrati dai dati delle affluenze alle ultime N tornate elettorali siano esse politiche o amministrative.

Lucidità, razionalità, consapevolezza e responsabilità.

Attualmente il diritto al voto si acquisice alla maggiore età per la Camera e a 25 anni per il Senato. Salvo imprevisti di natura sanzionatoria non viene mai revocato.

Credo sia opportuno definire *anche* un’età massima per esprimere il proprio voto (80 anni?).

Il motivo, orribile da specificare, risiede nel fatto che è umanamente possibile se non probabile essere restii ad avallare un disegno politico strategico di lunga durata che possa portare benefici strutturali solo nel medio-lungo termine.

E mi limito a questi casi…

Educazione civica e diritto costituzionale.

I Comuni potrebbero/dovrebbero organizzare corsi di formazione gratuita e ciclica, momenti d’incontro nonché di verifica formale della conoscenza acquisita. Gli argomenti? Educazione civica e diritto costituzionale. L’obiettivo? Il diritto al voto per un esercizio consapevole dello stesso.

Una sagra, uno spettacolo pirotecnico in onore alla madonna x o al santo y in meno ed un riferimento costante e continuo in più per la cittadinanza sul senso civico, sulla politica e sul diritto costituzionale.

Fuori l’ora di religione dalle scuole e dentro l’ora di educazione civica e diritto costituzionale.

Non abbiamo ancora imparato nulla dal passato nè stiamo imparando dal presente sfacelo nonostante sia sotto gli occhi di tutti.

Perchè? Perchè siamo ignoranti. E dare il voto agli ignoranti è pericoloso e facilmente strumentalizzabile.