Il taccuino di Armando Leotta Rotating Header Image

censura

#raiperunanotte un tag per gridare NO alla censura

raiperunanotte

Fonte Trendistic.com

#raiperunanotte, un hashtag storico

A molti potrebbe non significare molto ma #raiperunanotte ieri sera ha rappresentato molto più di un tag in rete.
Non ricordo, a mia memoria, un’analoga occasione in cui la comunicazione abbia seguito con successo così netto strade diverse dai soliti mainstream.
Ieri, il Paladozza di Bologna ci ha regalato uno spaccato di società che non tollera l’inquisizione, la censura ed i bavagli istituzionali.
In diretta su maxischermi in tutta Italia. Dirette TV su RepubblicaTV, Corriere TV, SKYTG24, Current, YouDem, RaiNews24 oltre che su tantissime radio ed emittenti televisive locali.
Le stime sulle connessioni contemporanee si susseguono ed è un continuo crescendo di numeri: ultimo dato comunicato più di 100.000  le connessioni in streaming dal sito raiperunanotte e oltre 60.000 da sito repubblica.it e mancano tutti i dati relativi ai rilanci “minori” e localizzati (e credo anche gli utenti fastweb, ndr).
Su twitter è spettacolo: è la prima volta che vedo per un evento italiano questo susseguirsi di messaggi, di rilanci in un live blogging collaborativo liberatorio.
Come immaginavo, complice probabilmente il caldo clima pre-elettorale, quello che è accaduto ieri non occupa oggi lo spazio mediatico che merita. C’è solo spazio per un Premier che tace: forse gli hanno spiegato che restando in silenzio almeno resta il dubbio.

Il trend:

Quello che posso dire è che io c’ero e sono felice di esserci stato.

I Filmati su tv.repubblica.it e su livestream

*** Aggiornamento 1 ***

Ecco l’attesa polemica sugli ascolti.

Censura su wordpress.com: il caso della campagna pubblicitaria John Ashfield – WordPress.com censorship –

E’ successo ad uno e ne stanno parlando in tantissimi.

Fa discutere l’atteggiamento censorio di wordpress.com nei confronti del post di Sybelle dal titolo

“John Ashfield ADV: pleeease!”

La stessa sybelle ne parla su friendfeed:

In breve: il 5 Aprile ho pubblicato un post in cui analizzavo una campagna stampa di John Ashfield, brand d’abbigliamento italiano ma dal sapore inglese, dopo averla vista per mesi pubblicata su una rivista. Nei commenti intervengono ex dipendenti e attuali presunti manager di John Ashfield che iniziano a dibattere, nonchè altri possibili clienti che chiedono ulteriori informazioni. Venerdì sera un amico mi avverte che il blog è inaccessibile: scrivo a WordPress e mi viene chiesto (in inglese) di rimuovere dal post tutto ciò che non posso certificare come vero. Nel mio post sono contenenti opinioni sulla campagna stampa (che ritengo sia carente da certi punti di vista), ma ripeto: opinioni. Credo che il post sia stato segnalato (non so bene da chi, ma un’idea ovviamente ce l’ho) ma che non sia stato letto da qualcuno che conosce l’italiano

Il blog, dopo un periodo di inaccessibilità, è nuovamente disponibile ma non è più visibile il post “incriminato”.

Il post è ancora visibile grazie alla cache di google (copiata anche qui).

Al post sono stati effettuati alcuni commenti che possono essere ritenuti infamanti e lesivi per la ditta.

Ad ogni modo, in questi casi è buona prassi contattare l’autore del post, chiedere spiegazioni ed eventualmente la rimozione dei commenti ritenuti lesivi.

Il post è una libera opinione peraltro NON lesiva: perchè rimuoverlo?

Presto detto. Tra i TOS del servizio wordpress.com si legge:

Without limiting any of those representations or warranties, Automattic has the right (though not the obligation) to, in Automattic’s sole discretion (i) refuse or remove any content that, in Automattic’s reasonable opinion, violates any Automattic policy or is in any way harmful or objectionable, or (ii) terminate or deny access to and use of the Website to any individual or entity for any reason, in Automattic’s sole discretion.

Mi piace sperare che la segnalazione sia stata gestita un po’ frettolosamente magari non aiutati dalla differenza di lingua e di interpretazioni del post stesso.

Certo è che la risposta ricevuta da Sybelle e riassunta così su friendfeed:

Mi dice di contattare la persona che si è lamentata del mio post (n.b. io non so chi sia), poi scrivono che nel caso la cosa non venga sistemata, gli sarà consigliato (alla persona che si è lamentata) di inviare un ordine del Tribunale. Poi dicono che leggono e parlano italiano.

fa definitivamente cadere le braccia.

Dov’è finita la libertà d’espressione?

For english readers, we’re talking about wordpress.com censorship. They obscurated a blog  for a while and then put it back online with a post removed due to some comments contents. The request seems to be sent from post involved brand factory.

In tanti si sono mobilitati per non far passare in silenzio l’ennesimo bavaglio alla libertà d’espressione in Rete.

Wolly, Alessandro Gilioli, Marco Massarotto, Roberto Felter, Maurizio Goetz, Alessandra Farabegoli, Niki Costantini , Massimo Mantellini e tanti, tantissimi altri hanno già espresso e scritto la loro preoccupata indignazione sull’accaduto.

Oggi Sybelle, domani?

*** Aggiornamento 1 ***

Per completezza e trasparenza informo che tal John Ashfield (unico messaggio, vedi sotto)

(a Sybelle è arrivato identico messaggio via mail) ha inserito sul thread di Marco Massarotto su friendfeed il seguente messaggio:

Lettera aperta ad Arianna alias Sybelle Gentile Sig.ra Arianna, Le scriviamo in merito al Suo blog relativo al nostro marchio John Ashfield per cercare di spiegarLe la motivazione per la quale riteniamo che WordPress abbia assunto tale provvedimento. Sicuramente il Suo articolo, criticante la qualità di una sola nostra pagina, confrontato all’intero programma pubblicitario che appare annualmente sulle maggiori testate giornalistiche, non avrebbe causato alcun risentimento da parte della nostra azienda poiché siamo aperti a qualunque critica costruttiva, purchè, si spera, fatta da persona con le dovute competenze tecniche e specifiche del settore. Quello che invece riteniamo inaccettabile sono, tra i commenti al Suo articolo, le affermazioni diffamanti , che nulla hanno a che fare con la Sua critica, perchè prive di alcun fondamento e non corrispondenti al vero e fortemente lesive della nostra immagine di qualità del marchio John Ashfield, immagine che abbiamo sempre cercato di curare ai massimi livelli in 30 anni di attività. Basti vedere i risultati ottenuti dal nostro brand a livello internazionale. Come Lei ben saprà, c’è una differenza sostanziale tra “critica” e “diffamazione”, e sicuramente la nostra azienda non può rimanere impassibile davanti a certe affermazioni che sappiamo false con certezza. Lei stessa, essendo la creatrice della pagina del blog, avrebbe dovuto e potuto filtrarLe, rimuovendo quelle che sono palesemente offensive del nostro marchio. Sicuramente WordPress, oscurando l’intero blog, ha interpretato in senso allargato il nostro reclamo relativo alla rimozione dei soli commenti diffamanti, reclamo che, in buona fede, non abbiamo pensato di inviare a Lei, non avendo trovato i Suoi riferimenti, ma direttamente all’hoster. Con la speranza di averLe chiarito la nostra posizione, siamo certi che Lei si renderà conto del danno di immagine che ci è stato causato prima dai commenti contenuti nel Suo blog, e tutt’ora dalla campagna diffamante scatenatasi dalla errata interpretazione del provvedimento assunto da WordPress. Chiediamo quindi anche a Lei di attivarsi affinchè questa situazione rientri nei canoni di una normale e civile discussione in rete. In attesa di un Suo positivo riscontro, Le inviamo i nostri cordiali saluti. John Ashfield – John Ashfield
Ognuno tragga le proprie conclusioni
*** Aggiornamento 2 ***
Andrea Celli, titolare del marchio John Ashfield, scrive una lettera aperta a Sybelle pubblicandola come commento ai post di svariati blog che hanno riportato la vicenda a partire da Piovono Rane di Gilioli e per finire al mio Taccuino.
Il commento giunto su questo blog è pubblicato sotto.
*** Aggiornamento 3 ***
Giovanni Boccia Artieri, docente universitario esperto di comunicazione, marketing e sociologia dei new media ha scritto un post aperto a Andrea Celli sul proprio blog.

La scarica dei 101: come ti imbavaglio l’informazione nell’era digitale

Nasce un Posterous, La scarica dei 101, un amaro gioco di parole su come venga trattata l’informazione digitale, un flusso di cifre binarie che si vuole svuotare e scaricare di significato, spessore e libertà.
Nasce dalla voglia di tenere alta l’attenzione sui tentativi ricorrenti di imbavagliare la rete, a volte dipinta come ‘il male’ altre volte come strumento utile (se controllato e censurato a dovere). Spesso si ritorna a parlare di come realmente e/o potenzialmente la Rete possa spostare voti.
La rete è uno strumento ma è la libera informazione che viene veicolata attraverso quest’ultimo che si tenta di imbrigliare con limitazioni, censure istituzionali.
Da D’Alia a Carlucci, da Lussana ad Alfano per finire, per ora, al Pecorella-Costa.
Ritengo che possa esistere un rischio non indifferente di ritrovarci un giorno nemmeno troppo lontano con un bavaglio istituzionale che ci privi di una corretta e libera informazione.

Il fermento, per fortuna non manca.

Appello sul sito Repubblica.

Wiki per la  libertà d’espressione in Rete, Istituto per le Politiche dell’Innovazione.

Diritto alla rete.

Firma la petizione per la libertà d’espressione in Rete.

Volantino della manifestazione

Volantino della manifestazione

Lo sciopero: le considerazioni del giorno dopo

Si tirano le somme di una giornata storica, per chi inutile, per chi inutile ed errata nei modi e nei contenuti.

Mi perplime questo schieramento perchè aldilà dei modi, ritengo che lo scopo della protesta sia assolutamente chiaro e condivisibile.

Zambardino riassume meglio di quanto possa descrivere io le osservazioni sulla giornata dello sciopero, aspettative e potenziali conseguenze.

Nessuna strumentalizzazione: “Non passerò da imbavagliato a marionetta.”

Completamente d’accordo.

Oltre il danno la beffa

leggereNon volevo scrivere nulla. Fiumi di caratteri sono stati spesi per esprimere indignazione verso quello che rischia di essere un bavaglio alla rete, alla liberta di parola e al diritto all’informazione.

Ho commentato, condiviso idee, forum e gruppi di discussione per confrontarmi sul tema con altre persone.

C’è preoccupazione, tanta. E mi conforta che, ancora, non ci sia la rassegnazione che contraddistingue noi italiani.

Poi leggendo la sezione “Nel mondo” de “Il Messaggero” online ho avuto un sobbalzo.

messaggero

Leggere è il cibo della mente“: parole semplici ma di grande spessore ed impatto.

Passaparola“: condividi l’importanza e la consapevolezza della lettura come cibo, nutrimento della mente. Splendido.

Sotto ripropongo il banner completo: indovinate chi ha commissionato questa nobilissima campagnia sociale dai messaggi estremamente importanti e attuali…

In primo luogo, io vorrei nutrirmi, vorrei nutrire il mio cervello ma vorrei poter scegliere gli alimenti da impiegare per farlo.

Secondariamente, vorrei evitare le contaminazioni ed i cibi costantemente avariati.

Infine, vorrei avere la libertà di poter “passare parola”.

Oltre il danno…