In questi giorni abbiamo affrontato la questione Viber.
Viber è un’applicazione mobile (attualmente per iPhone ma presto disponibile anche su piattaforma Android) che consente di effettuare chiamate (ed SMS) voip gratuite con altri utenti viber.
La forza di quest’applicazione è anche l’immediatezza della registrazione: non un utente, non una fase di registrazione con utenza e password ma solamente una sorta di sottoscrizione con il proprio numero telefonico.
Infatti, la registrazione consiste nel far conoscere a Viber che il tuo iphone (e si tiene anche l’identificativo Apple Unique Device Identification (“UDID”) o Android Device ID per la piattaforma Android) ha l’app installata e ha richiesto di poter fruire dei servizi offerti.
Automaticamente, entrando nell’applicazione, vengono immediatamente segnalati gli utenti che hanno fatto come te (cioè che hanno fornito il loro numero di cellulare e si sono registrati): non resta che selezionarli e scegliere di chiamarli (o spedirgli un SMS) sotto copertura wi-fi o 3G, il tutto gratuitamente.
Ho provato il servizio nelle condizioni peggiori e cioè in mobilità e con H3G: funziona alla grande a patto di avere una copertura decente (cosa appunto non sempre facile con H3G).
Ho effettuato delle chiamate nazionali ed internazionali, in uscita o in ricezione e funziona egregiamente in tutti i casi.
Ho analizzato la pagina informativa della privacy del servizio viber e non la trovo particolarmente difforme rispetto a quanto mi aspettavo per applicazioni e servizi analoghi.
E’ previsto l’accesso alla tua rubrica ed ai tuoi contatti (come per Facebook e Skype): di forte impatto, indubbiamente, ma prevedibile se non scontato visti i servizi offerti.
Alcuni stralci:
Viber also maintains call and connection logs to the system. These logs contain your internal Viber identification which is a combination of your account identification (i.e., your phone number) and Apple Unique Device Identification (“UDID”) or Android Device ID. All call and connection logs are maintained indefinitely.
Ecco, questo mi lascia un po’ perplesso ma può anche starci.
Può anche starci il paragrafo relativo allo Sharing and Disclosure of Information, ottima la compliance al Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA).
Anche l’estrema cautela sulla sicurezza offerta può starci anche se stranamente realistica e non propagandistica.
Mi lascia un po’ perplesso il business transition:
In the event that we go through a business transition, such as a merger, acquisition by another company, or sale of all or a portion of our assets, Personal Information will likely be among the assets transferred. We will post a notice on this website of any such change in ownership or control of the Personal Information we may have prior to such transfer.
Questo unito al fatto che
- non c’è pubblicità
- non offre servizi a pagamento
- non mi è arrivata UNA mail di pubblicità
- non mi è arrivata una telefonata inopportuna
- non mi è arrivato un SMS pubblicitario
- al momento, non offrono alcun tipo di servizio a pagamento
- hanno dei costi e non sono benefattori
mi lasciano pensare ad un modello di business proiettato by design al Business Transition di cui sopra.
In altre parole, milioni di numeri telefonici (di traffico e di identificazione apparato) forniti alle condizioni X per il servizio Y e poi trasferiti in un contesto Z.
E l’utente? Dovrà controllare periodicamente le informative sulla privacy perchè, come al solito, possono cambiare con o senza preavviso.
Attenzione quindi ai cambiamenti (a mio avviso inevitabili).
Stay tuned.













