Il taccuino di Armando Leotta Rotating Header Image

libertà

Ora di religione nei crediti scolastici?

Religione a scuola? No, grazie

Religione a scuola? No, grazie

Ancora un esempio di laicità dello Stato, di rispetto delle idee altrui e delle reali necessità della formazione scolastica.

La Gelmini esulta.

Non è chiaro il motivo. Forse perché sentiva il bisogno che la religione (leggasi catechismo) contribuisse alla determinazione del credito scolastico? Forse per la chance di alzare la media agli ignoranti catechizzati? O forse perché si prospettano gli ennesimi cambiamenti significativi proprio alla vigilia degli scrutini? O forse il motivo è da cercare in zona curia? Chi può dirlo…

Forse, sotto sotto, esulto anche io: che sia la volta buona che si rinunci in massa all’insegnamento (leggi catechismo) della religione cattolica? Che si riesca ad avere finalmente una reale alternativa?

Staremo a vedere. Confido nell’innato spirito critico e d’ottimizzazione dei giovani.

(via ff)

Censura su wordpress.com: il caso della campagna pubblicitaria John Ashfield – WordPress.com censorship –

E’ successo ad uno e ne stanno parlando in tantissimi.

Fa discutere l’atteggiamento censorio di wordpress.com nei confronti del post di Sybelle dal titolo

“John Ashfield ADV: pleeease!”

La stessa sybelle ne parla su friendfeed:

In breve: il 5 Aprile ho pubblicato un post in cui analizzavo una campagna stampa di John Ashfield, brand d’abbigliamento italiano ma dal sapore inglese, dopo averla vista per mesi pubblicata su una rivista. Nei commenti intervengono ex dipendenti e attuali presunti manager di John Ashfield che iniziano a dibattere, nonchè altri possibili clienti che chiedono ulteriori informazioni. Venerdì sera un amico mi avverte che il blog è inaccessibile: scrivo a WordPress e mi viene chiesto (in inglese) di rimuovere dal post tutto ciò che non posso certificare come vero. Nel mio post sono contenenti opinioni sulla campagna stampa (che ritengo sia carente da certi punti di vista), ma ripeto: opinioni. Credo che il post sia stato segnalato (non so bene da chi, ma un’idea ovviamente ce l’ho) ma che non sia stato letto da qualcuno che conosce l’italiano

Il blog, dopo un periodo di inaccessibilità, è nuovamente disponibile ma non è più visibile il post “incriminato”.

Il post è ancora visibile grazie alla cache di google (copiata anche qui).

Al post sono stati effettuati alcuni commenti che possono essere ritenuti infamanti e lesivi per la ditta.

Ad ogni modo, in questi casi è buona prassi contattare l’autore del post, chiedere spiegazioni ed eventualmente la rimozione dei commenti ritenuti lesivi.

Il post è una libera opinione peraltro NON lesiva: perchè rimuoverlo?

Presto detto. Tra i TOS del servizio wordpress.com si legge:

Without limiting any of those representations or warranties, Automattic has the right (though not the obligation) to, in Automattic’s sole discretion (i) refuse or remove any content that, in Automattic’s reasonable opinion, violates any Automattic policy or is in any way harmful or objectionable, or (ii) terminate or deny access to and use of the Website to any individual or entity for any reason, in Automattic’s sole discretion.

Mi piace sperare che la segnalazione sia stata gestita un po’ frettolosamente magari non aiutati dalla differenza di lingua e di interpretazioni del post stesso.

Certo è che la risposta ricevuta da Sybelle e riassunta così su friendfeed:

Mi dice di contattare la persona che si è lamentata del mio post (n.b. io non so chi sia), poi scrivono che nel caso la cosa non venga sistemata, gli sarà consigliato (alla persona che si è lamentata) di inviare un ordine del Tribunale. Poi dicono che leggono e parlano italiano.

fa definitivamente cadere le braccia.

Dov’è finita la libertà d’espressione?

For english readers, we’re talking about wordpress.com censorship. They obscurated a blog  for a while and then put it back online with a post removed due to some comments contents. The request seems to be sent from post involved brand factory.

In tanti si sono mobilitati per non far passare in silenzio l’ennesimo bavaglio alla libertà d’espressione in Rete.

Wolly, Alessandro Gilioli, Marco Massarotto, Roberto Felter, Maurizio Goetz, Alessandra Farabegoli, Niki Costantini , Massimo Mantellini e tanti, tantissimi altri hanno già espresso e scritto la loro preoccupata indignazione sull’accaduto.

Oggi Sybelle, domani?

*** Aggiornamento 1 ***

Per completezza e trasparenza informo che tal John Ashfield (unico messaggio, vedi sotto)

(a Sybelle è arrivato identico messaggio via mail) ha inserito sul thread di Marco Massarotto su friendfeed il seguente messaggio:

Lettera aperta ad Arianna alias Sybelle Gentile Sig.ra Arianna, Le scriviamo in merito al Suo blog relativo al nostro marchio John Ashfield per cercare di spiegarLe la motivazione per la quale riteniamo che WordPress abbia assunto tale provvedimento. Sicuramente il Suo articolo, criticante la qualità di una sola nostra pagina, confrontato all’intero programma pubblicitario che appare annualmente sulle maggiori testate giornalistiche, non avrebbe causato alcun risentimento da parte della nostra azienda poiché siamo aperti a qualunque critica costruttiva, purchè, si spera, fatta da persona con le dovute competenze tecniche e specifiche del settore. Quello che invece riteniamo inaccettabile sono, tra i commenti al Suo articolo, le affermazioni diffamanti , che nulla hanno a che fare con la Sua critica, perchè prive di alcun fondamento e non corrispondenti al vero e fortemente lesive della nostra immagine di qualità del marchio John Ashfield, immagine che abbiamo sempre cercato di curare ai massimi livelli in 30 anni di attività. Basti vedere i risultati ottenuti dal nostro brand a livello internazionale. Come Lei ben saprà, c’è una differenza sostanziale tra “critica” e “diffamazione”, e sicuramente la nostra azienda non può rimanere impassibile davanti a certe affermazioni che sappiamo false con certezza. Lei stessa, essendo la creatrice della pagina del blog, avrebbe dovuto e potuto filtrarLe, rimuovendo quelle che sono palesemente offensive del nostro marchio. Sicuramente WordPress, oscurando l’intero blog, ha interpretato in senso allargato il nostro reclamo relativo alla rimozione dei soli commenti diffamanti, reclamo che, in buona fede, non abbiamo pensato di inviare a Lei, non avendo trovato i Suoi riferimenti, ma direttamente all’hoster. Con la speranza di averLe chiarito la nostra posizione, siamo certi che Lei si renderà conto del danno di immagine che ci è stato causato prima dai commenti contenuti nel Suo blog, e tutt’ora dalla campagna diffamante scatenatasi dalla errata interpretazione del provvedimento assunto da WordPress. Chiediamo quindi anche a Lei di attivarsi affinchè questa situazione rientri nei canoni di una normale e civile discussione in rete. In attesa di un Suo positivo riscontro, Le inviamo i nostri cordiali saluti. John Ashfield – John Ashfield
Ognuno tragga le proprie conclusioni
*** Aggiornamento 2 ***
Andrea Celli, titolare del marchio John Ashfield, scrive una lettera aperta a Sybelle pubblicandola come commento ai post di svariati blog che hanno riportato la vicenda a partire da Piovono Rane di Gilioli e per finire al mio Taccuino.
Il commento giunto su questo blog è pubblicato sotto.
*** Aggiornamento 3 ***
Giovanni Boccia Artieri, docente universitario esperto di comunicazione, marketing e sociologia dei new media ha scritto un post aperto a Andrea Celli sul proprio blog.

Abbaia ancora

Sono troppo razionale, cinico e “irriverente”?

Forse.

Ma forse sono anche chirurgicamente obiettivo e libero da schemi e dottrine che imbrigliano la mente.

Forse.

Cerco di riflettere, cercando di arrivare ad un livello di astrazione che solo il mancato coinvolgimento “della fede” mi consente.

Se avessi bisogno di una casa, mi rivolgerei ad un’agenzia immobiliare.

Se mi servisse del cibo, andrei a cercarlo ad un rivenditore di generi alimentari.

Se volessi una polizza sulla vita mi rivolgerei ad un’agenzia assicurativa.

Sembra normale ma non lo è, per lo meno non in Italia.

Sento parlare di povertà a chi ostenta opulenza e ricchezza in ogni occasione.

Sento parlare di famiglia e dei suoi valori da chi non sa cosa sia (almeno sulla carta).

Sento parlare di morale e di società da un uomo con la gonna che va in giro vestito a carnevale tutto l’anno.

Sento parlare dei nostri figli e dei loro problemi da chi non conosce cosa voglia dire avere figli, crescerli, mantenerli ed essere presenti nella loro vita di tutti i giorni  (sempre sulla carta).

Sento parlare di regole morali della vita sessuale da chi, sempre sulla carta, non dovrebbe nemmeno sapere di avere un organo genitale se non per urinare.

Sento criticare la donna, le sue abitudini, la sua sessualità e i suoi diritti da uno che donna non è, che storicamente le ha relegato un ruolo di 13esimo ordine e che, sempre sulla carta, non ne ha mai avuta una.

Sento criticare la contraccezione da uno che non ha vita sessuale (sulla carta) e non ha la più pallida idea di cosa possa significare una gravidanza non desiderata, per la donna, per l’uomo e per il potenziale nascituro (sempre sulla carta).

Sento parlare di società e famiglia da uno che non se n’è creata una (sempre sulla carta).

Adesso sento anche parlare di economia e di finanza da uno che predica povertà e gira il mondo a spese nostre e dei fedeli (vedi concordato, accordi con il comune di Roma, 8 per mille, etc etc).

Mi piacerebbe pagare il mutuo con la parola del suo dio o fare un bonifico per la retta dell’asilo nido o magari pagarci la spesa al supermercato ed i vestiti per i bimbi. Anche per le cure mediche ma non è accettata: forse manca o è scaduta la convenzione.

Potrei continuare all’infinito ma la musica è sempre la stessa e comincia a diventare offensiva in un periodo in cui sempre più famiglie non arrivano alla fine del mese.

Lo Stato italiano è uno Stato laico (sempre sulla carta, per restare in argomento, ndr) e non deve permettere l’ingerenza di uno Stato estero. Su nessun argomento, in nessun caso, anche se porta un bacino di voti estremamente alto.

A prescindere dal colore politico del Governo.

A prescindere dalla religione che possa più o meno rappresentare quello Stato.

E’ del futuro delle nostre generazioni che stiamo parlando.

Dato che dobbiamo sempre copiare le cagate estere, a quando un giorno della preghiera nella laicissima Italia?

Massima libertà di espressione da tutti i punti di vista ma nessuna sovvenzione e nessuna ingerenza nella vita politica ed economica italiana: troppo laicista?

Utopia, forse.

Il fenomeno Blog spiegato da esperti e non…

Ieri trovo un post di Rossella Ninna su Macchianera dal titolo “Blog termoautonomo, no perditempo“.

Incuriosito, leggo.

Mah, la solita manfrina di chi vuole dire la sua sul fenomeno Blog.

Questa volta dev’essere un giornalista.

E qui casca l’asino.

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