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politica

Oltre il danno la beffa

leggereNon volevo scrivere nulla. Fiumi di caratteri sono stati spesi per esprimere indignazione verso quello che rischia di essere un bavaglio alla rete, alla liberta di parola e al diritto all’informazione.

Ho commentato, condiviso idee, forum e gruppi di discussione per confrontarmi sul tema con altre persone.

C’è preoccupazione, tanta. E mi conforta che, ancora, non ci sia la rassegnazione che contraddistingue noi italiani.

Poi leggendo la sezione “Nel mondo” de “Il Messaggero” online ho avuto un sobbalzo.

messaggero

Leggere è il cibo della mente“: parole semplici ma di grande spessore ed impatto.

Passaparola“: condividi l’importanza e la consapevolezza della lettura come cibo, nutrimento della mente. Splendido.

Sotto ripropongo il banner completo: indovinate chi ha commissionato questa nobilissima campagnia sociale dai messaggi estremamente importanti e attuali…

In primo luogo, io vorrei nutrirmi, vorrei nutrire il mio cervello ma vorrei poter scegliere gli alimenti da impiegare per farlo.

Secondariamente, vorrei evitare le contaminazioni ed i cibi costantemente avariati.

Infine, vorrei avere la libertà di poter “passare parola”.

Oltre il danno…

Intervista a COSSIGA

INTERVISTA A COSSIGA

«Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli

atenei»

Da Il Giorno /Resto del Carlino/La Nazione”

di Andrea Cangini – Roma

PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?

«Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».

Ossia?

«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece?

«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?

«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che…

«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?

«Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no?

«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».

Quale incendio?

«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università.E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E` dunque possibile che la storia si ripeta?

«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non
fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.

«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama…».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente…

«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro.La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla… Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente»

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Per chi volesse rileggere, approfondire o salvare l’intervista in pdf ecco il link, direttamente dalla rassegna del Governo l’intervista a Francesco Cossiga, Presidente emerito della Repubblica Italiana e senatore a vita.

Quanto si legge non è che una conferma: l’Italia non è una vera democrazia. Le stragi di Stato? Sulla falsa riga di  questa vera e propria confessione, viene da chiedersi quante  bugie ci hanno propinato i Nostri esponenti politici manovrando noi e l’informazione come marionette per un proprio strategico tornaconto.

Spero che questa intervista non passi inosservata non tanto perchè manteniamo profumatamente certi individui ma perchè è il momento di riflettere, a prescindere dal colore politico, sullo scenario che si sta delineando, dietro (anche per i più scettici) e davanti a noi.

(Prof.) Brunetta?

Che ci sia un’analogia con l’esempio delle Gelmini?

Sarà una sinistra coincidenza ?

Ma… c’è qualcuno che si è sudato la poltrona su cui siede o tutti vogliono sudare dopo pur di non lasciarla alzandosi?

Abbaia ancora

Sono troppo razionale, cinico e “irriverente”?

Forse.

Ma forse sono anche chirurgicamente obiettivo e libero da schemi e dottrine che imbrigliano la mente.

Forse.

Cerco di riflettere, cercando di arrivare ad un livello di astrazione che solo il mancato coinvolgimento “della fede” mi consente.

Se avessi bisogno di una casa, mi rivolgerei ad un’agenzia immobiliare.

Se mi servisse del cibo, andrei a cercarlo ad un rivenditore di generi alimentari.

Se volessi una polizza sulla vita mi rivolgerei ad un’agenzia assicurativa.

Sembra normale ma non lo è, per lo meno non in Italia.

Sento parlare di povertà a chi ostenta opulenza e ricchezza in ogni occasione.

Sento parlare di famiglia e dei suoi valori da chi non sa cosa sia (almeno sulla carta).

Sento parlare di morale e di società da un uomo con la gonna che va in giro vestito a carnevale tutto l’anno.

Sento parlare dei nostri figli e dei loro problemi da chi non conosce cosa voglia dire avere figli, crescerli, mantenerli ed essere presenti nella loro vita di tutti i giorni  (sempre sulla carta).

Sento parlare di regole morali della vita sessuale da chi, sempre sulla carta, non dovrebbe nemmeno sapere di avere un organo genitale se non per urinare.

Sento criticare la donna, le sue abitudini, la sua sessualità e i suoi diritti da uno che donna non è, che storicamente le ha relegato un ruolo di 13esimo ordine e che, sempre sulla carta, non ne ha mai avuta una.

Sento criticare la contraccezione da uno che non ha vita sessuale (sulla carta) e non ha la più pallida idea di cosa possa significare una gravidanza non desiderata, per la donna, per l’uomo e per il potenziale nascituro (sempre sulla carta).

Sento parlare di società e famiglia da uno che non se n’è creata una (sempre sulla carta).

Adesso sento anche parlare di economia e di finanza da uno che predica povertà e gira il mondo a spese nostre e dei fedeli (vedi concordato, accordi con il comune di Roma, 8 per mille, etc etc).

Mi piacerebbe pagare il mutuo con la parola del suo dio o fare un bonifico per la retta dell’asilo nido o magari pagarci la spesa al supermercato ed i vestiti per i bimbi. Anche per le cure mediche ma non è accettata: forse manca o è scaduta la convenzione.

Potrei continuare all’infinito ma la musica è sempre la stessa e comincia a diventare offensiva in un periodo in cui sempre più famiglie non arrivano alla fine del mese.

Lo Stato italiano è uno Stato laico (sempre sulla carta, per restare in argomento, ndr) e non deve permettere l’ingerenza di uno Stato estero. Su nessun argomento, in nessun caso, anche se porta un bacino di voti estremamente alto.

A prescindere dal colore politico del Governo.

A prescindere dalla religione che possa più o meno rappresentare quello Stato.

E’ del futuro delle nostre generazioni che stiamo parlando.

Dato che dobbiamo sempre copiare le cagate estere, a quando un giorno della preghiera nella laicissima Italia?

Massima libertà di espressione da tutti i punti di vista ma nessuna sovvenzione e nessuna ingerenza nella vita politica ed economica italiana: troppo laicista?

Utopia, forse.

Il cavaliere oscuro

Riprendo alcuni post, alcuni anche non miei, che mi sono trovato a condividere.

Stessa perplessità, c’è chi scrive e chi disegna.

A.

Un grazie a Mauro Biani