Il taccuino di Armando Leotta Rotating Header Image

Trasparenza sugli aiuti economici

La nota positiva di questi ultimi giorni è quella che riguarda la solidarietà.

L’Italia, proprio come una grande famiglia spesso con idee e posizioni divergenti, al momento del bisogno è lì, pronta a dare il suo contributo, nonostante tutto.

Il nonostante tutto è d’obbligo perchè oltre che generosi, gli italiani cominciano ad essere un po’ più smaliziati e diffidenti.  L’esperienza, nel bene o nel male, lascia il segno.

Giustamente, aggiungo io.

In merito allo specifico evento abruzzese, ci sono già diversi casi di false donazioni, truffe, phishing ai danni della Croce Rossa Italiana la cui precisazione di non aver intrapreso alcuna campagna di raccolta fondi via mail campeggia nella loro homepage, richieste di donazioni dubbie, segnalazioni di annunci online prontamente rimossi e la lista purtroppo non si esaurisce qui.

Tiriamo il fiato un attimo. Gli sciacalli ci sono, ci sono sempre stati e temo ci saranno sempre.

Le istituzioni però, a mio avviso, non devono creare un contesto di poca chiarezza e trasparenza che possa stimolare ed alla fine agevolare questi veri e propri rifiuti umani e sociali.

Non c’è organizzazione che non si stia organizzando per aiutare economicamente e non, da tutte le parti d’Italia e anche dall’estero. Aldilà di alcuni casi di aiuto diretto (Il governo americano, alloggi posti direttamente a disposizione degli sfollati) occorrerebbe, a mio avviso, centralizzare e monitorare le raccolte di natura economica ma ad un semplice ma imprescindibile patto:

TRASPARENZA

Perchè non tagliare fuori scettici (me per primo) e soprattutto sciacalli creando un portale in cui viene dichiarato pubblicamente l’ammontare della somma raccolta dalle singole associazioni, il numero dei donatori e persino l’elenco delle somme? Perchè non dar conto del loro utilizzo?

Perchè non legarlo a delle fasi progettuali in continuo aggiornamento in modo che il donatore capisca che i suoi 2,3 4 o 50.000 euro sono stati adoperati per la ricostruzione della via X che inizia giorno Y e finisce giorno Z piuttosto che per l’acquisto di n ambulanze o beni di prima necessità (ammesso che non debba pensarci già lo Stato, ma questa è un’altra storia)?

Quanto della somma donata tramite il famoso SMS arriva ai destinatari? Come viene speso? Quando?

Perchè non essere trasparenti almeno in queste situazioni?

Personalmente pensavo di inviare tramite protezione civile vestiti da uomo, donna, bambina e neonato nonchè giocattoli, tutti chiaramente in buone condizioni. La risposta dapprima è stata “servono solo medicinali, latte in polvere e pannolini“; poi è cambiata in “donate soldi, sono più facilmente spendibili“.

Sicuramente, ma lo scetticismo è forte, specie se non viene fornità l’opportuna visibilità.

Facciamo toccare con mano cosa realmente è la solidarietà italiana, tagliamo fuori e isoliamo gli sciacalli e teniamo alto il nome della vera solidarietà, quella che conta, consapevolmente.

 

Be Sociable, Share!