Il taccuino di Armando Leotta Rotating Header Image

marzo, 2010:

Ho visto cose che voi umani…

Ammetto i miei limiti. Ci sono cose che non riesco a capire e di cui, per fortuna, non riesco a capacitarmi.

A poche ore dall’ultima tornata elettorale regionale gli interrogativi e le perplessità sono tante ed estremamente dura è la critica politica verso coloro che hanno perso terreno ed autorevolezza in queste elezioni.

Due tasselli si sono aggiunti stamattina e mi ronzano in testa da ore: la Carfagna e la Lonardo.

Primo tassello

La Carfagna come lei stessa (o chi per lei) comunica via twitter  ha dominato le elezioni campane riscuotendo un consenso da record:

Grazie alle vostre 55.740 preferenze sono il consigliere regionale più votato d’Italia. http://tinyurl.com/yby2m7r

Grande risultato, onore al merito ed alla risposta accorata dell’elettorato campano. Però non andrà a rappresentare chi l’ha votata per proseguire la sua esperienza al governo, come esplicitamente richiesto dal Premier, aggiunge. Se l’avessi votata io non sarei affatto soddisfatto di questa scelta e mi sentirei utilizzato.

Prima riflessione

Perché consentire una stortura del genere? Se ti presenti per una carica istituzionale, raccogli ben 55.740 preferenze a sostegno di Caldoro Presidente perché mai devi rinunciare?  Perché in caso di rinuncia  per cause di forza maggiore non si legifera in modo da neutralizzare i benefici apportati al candidato alla presidenza? Di fatto, sono voti strumentali e strumentalizzati derivante da un impegno e responsabilità non accettata.

La Carfagna, ad onor di cronaca, ha dichiarato ad inizio della campagna elettorale di non accettare all’incarico in caso di vittoria.

Secondo riflessione

Cosa spinge un elettorato a votare massivamente un candidato che ha già dichiarato di rinunciare in caso di vittoria? Se venissero vanificati gli effetti come auspicato sopra, si vedrebbero ancora candidature vuote atte a raccogliere solo voti?

Secondo tassello

Leggo su campaniapress

E’  festa a Ceppaloni. L’ora d’aria di Sandra Lonardo, quella della quale ha usufruito grazie a una deroga alla restrizione giudiziaria che l’ha colpita per l’inchiesta Arpac, si riempie di gente che va e che viene, tutti a salutare lei e Clemente Mastella. Oltre 10 mila voti nella circoscrizione di Benevento e provincia riportano la Lonardo in Consiglio regionale, ma soprattutto sono il ’segno di gente che ci vuole bene, che sa che siamo persone perbene’.

Immagino che anche in questi casi l’amore vinca sempre sull’odio e sull’invidia ma c’è qualcosa che non capisco in questo sistema elettorale ed in questo elettorato.

Regionali 2010, la consapevolezza dei mulini a vento

Tutti proveranno a tirare le fila dell’ennesima tornata elettorale, a mia memoria una  tra le più avvelenate. Probabilmente ci saranno solo vincitori.

Nel bene o nel male il popolo italiano che ha inteso esercitare il proprio diritto al voto si è espresso e questo va democraticamente accettato e rispettato.

Disinteresse? Astensionismo? Voto di protesta? Non-voto di protesta? Poco importa: chi non ha votato ha lasciato che gli altri decidessero per lui anche se poi pretende come e più di chi è andato ad esprimere la propria preferenza.

Lessons learnt:

  • le regole sono opinabili;
  • la legge è aggirabile;
  • la legge non vale per tutti;
  • la legge non è uguale per tutti;
  • la par condicio è un problema risolvibile;
  • il contrasto all’evasione fiscale è da evitare;
  • il contrasto all’abusivismo edilizio è da evitare;
  • l’integrazione degli immigrati è da evitare;
  • l’informazione deve essere veicolata e non libera;
  • il centrosinistra non c’è;
  • il centrosinistra non c’è;
  • il centrosinistra non c’è.

Mi fermo ma il senso è chiaro.

La maggioranza degli italiani sembra accettare passivamente i compromessi ed i piccoli benefici e tornaconti quotidiani che questa classe politica propone (evasione fiscale, abusivismo, sanatorie pressoché certe, e così via).

Prendiamone atto: abbiamo quello che ci meritiamo e che abbiamo statisticamente e democraticamente chiesto.

Segreto Pontificio e immunità al pontefice: pedofilia sì, aborto no?

Nulla di nuovo sotto al sole se non la personale consapevolezza di una notizia passata quasi inosservata.

Era il 2005 quando USATODAY pubblicava questo articolo:  “Pope should be immune from sex cover-up lawsuit” (che suona più o meno come “Il Papa sarebbe immune alle accuse di aver coperto degli abusi sessuali” su minori, aggiungo per chiarezza).

Forse lo sanno tutti e me l’ero persa solo io.  Sicuramente sarà così.

In un primo tempo – si legge sul Corriere della sera del settembre 2005 – Ratzinger non aveva risposto alle accuse, ma quando il processo aveva preso il via, gli avvocati del Cardinale – a quel punto divenuto Papa, il 19 aprile dello stesso anno – avevano richiesto al Governo degli Stati Uniti l’immunità riservata ai capi di Stato (creando peraltro moltissime polemiche in quanto all’epoca dei fatti contestati Joseph Ratzinger era un semplice cardinale, e poi perché riconoscere la Santa Sede come uno Stato sarebbe una violazione della Costituzione statunitense, in particolare della “establishment clause” che proibisce leggi che proteggano in modo speciale confessioni o organizzazioni religiose).

Il pontefice, da parte sua, nel discorso ai vescovi irlandesi (28 ottobre 2006) afferma:

Nell’esercizio del vostro ministero pastorale, negli ultimi anni avete dovuto rispondere a molti casi dolorosi di abusi sessuali su minori. Questi sono ancora più tragici quando a compierli è un ecclesiastico. Le ferite causate da simili atti sono profonde, ed è urgente il compito di ristabilire la confidenza e la fiducia quando queste sono state lese. Nei vostri sforzi continui di affrontare in modo efficace questo problema, è importante stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro, assicurare che i principi di giustizia vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini abnormi.

Ovviamente l’esortazione è verso gli altri (ricordo che era già scoppiato lo scandalo dei nuovi casi di pedofilia nella Chiesa irlandese) e non riguarda la sua posizione.

Forse con “prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro” voleva intendere fare di tutto per assicurarsi di mettere tutto a tacere nel rispetto del perpetuo riserbo e del carattere di massima segretezza sanciti nel documento riservato Crimen Sollicitationis.

Tasselli, piccoli o grandi a piacimento che si vanno ad inserire in un mosaico del tutto personale ma che va sempre tenuto a mente specialmente quando certe informazioni non sempre riescono a giungere a tutti.

Sempre che gli italiani non siano ormai del tutto assuefatti all’abuso delle immunità ed al concetto che la legge è uguale per quasi tutti.

La dura legge di Murphy – rivista e corretta dalla Chiesa –

Giù le mani dai minori (foto trovata in rete)

Che sia cartaceo o digitale non c’è giornale o blog che non riporti in prima pagina le sconcertanti notizie relative ai vari casi di pedofilia nella Chiesa. Apprendiamo del braccio di ferro tra il New York Times e l’Osservatore Romano.

Prima il vescovo irlandese (segretario di tre Papi, ndr), poi il reverendo americano Murphy insegnante alla St. John’s School per sordi accusato di aver violentato almeno 200 bambini sordomuti  tra il 1964 e il 1970, passando dalle dichiarazione dell’Arcidiocesi di Monaco (mentre Ratzinger era vescovo, ndr) dall’Austria e dall’Olanda.

C’è chi va sul concreto e teme denunce, richieste di risarcimento economico anche in Italia, chi invece come l’Arcivescovo austriaco trova una spiegazione a tutto questo letame e la chiama celibato. Singolare Bertone che, accusato insieme al pastore tedesco di occultare il caso Murphy, chiede

trasparenza alla politica e di votare contro l’aborto

ennesimo caso di  ingerenza della Chiesa ovvero di uno Stato estero  nella politica italiana.

Grottesco. Sembra che il vecchio proverbio “fai come il prete dice e non fare come il prete fa” sia amaramente coerente.

Mentre scrivo penso a questo e i brividi mi percorrono la schiena.

Sdrammatizziamo che è meglio: attenzione a nominare le leggi di Murphy da ora in poi perché potrebbero fraintendere.


#raiperunanotte un tag per gridare NO alla censura

raiperunanotte

Fonte Trendistic.com

#raiperunanotte, un hashtag storico

A molti potrebbe non significare molto ma #raiperunanotte ieri sera ha rappresentato molto più di un tag in rete.
Non ricordo, a mia memoria, un’analoga occasione in cui la comunicazione abbia seguito con successo così netto strade diverse dai soliti mainstream.
Ieri, il Paladozza di Bologna ci ha regalato uno spaccato di società che non tollera l’inquisizione, la censura ed i bavagli istituzionali.
In diretta su maxischermi in tutta Italia. Dirette TV su RepubblicaTV, Corriere TV, SKYTG24, Current, YouDem, RaiNews24 oltre che su tantissime radio ed emittenti televisive locali.
Le stime sulle connessioni contemporanee si susseguono ed è un continuo crescendo di numeri: ultimo dato comunicato più di 100.000  le connessioni in streaming dal sito raiperunanotte e oltre 60.000 da sito repubblica.it e mancano tutti i dati relativi ai rilanci “minori” e localizzati (e credo anche gli utenti fastweb, ndr).
Su twitter è spettacolo: è la prima volta che vedo per un evento italiano questo susseguirsi di messaggi, di rilanci in un live blogging collaborativo liberatorio.
Come immaginavo, complice probabilmente il caldo clima pre-elettorale, quello che è accaduto ieri non occupa oggi lo spazio mediatico che merita. C’è solo spazio per un Premier che tace: forse gli hanno spiegato che restando in silenzio almeno resta il dubbio.

Il trend:

Quello che posso dire è che io c’ero e sono felice di esserci stato.

I Filmati su tv.repubblica.it e su livestream

*** Aggiornamento 1 ***

Ecco l’attesa polemica sugli ascolti.