Il taccuino di Armando Leotta Rotating Header Image

marzo 22nd, 2010:

Asilo e religione cattolica: vogliamo mandarli a lavorare questi parassiti balordi?

Secondo anno di scuola materna. Cinque anni ancora da compiere. Torna a casa e mi racconta che oggi nell’ora di religione (ripeto, secondo anno di materna statale in una repubblica laica, ndr) hanno proiettato un cartone animato della storia di Gesù. Mi dice con voce tremante che ha pianto tutto il tempo durante la trasmissione del cartone perché “non voglio morire anche io, con Gesù sono stati cattivi e gli hanno messo i chiodi nelle mani e nei piedi, l’hanno messo in croce e poi gli hanno infilato una spada nella pancia e l’hanno mandato in cielo“.

Sono riuscito a calmarlo, adesso provo a calmarmi anche io visto che ho finalmente capito da dove diamine arrivano le frasi apparentemente sconnesse che ultimamente ripeteva piangendo: “non voglio morire anche io e andare in cielo“.

Semplicemente, perché?

E’ proprio necessario martellare il cervello ad un bambino? E pensare che ad inizio della scuola avevano affermato che avrebbero solo fatto storia delle religioni.

Voglio vederli a spalare letame, dal primo all’ultimo, dal kapò all’ultimo chierichetto passando dai lecchini della Curia: almeno faranno qualcosa di utile per la società (e stanno lontano dai bambini che male non fa…)

IBM Security Day 2010: approfondimenti su sicurezza e social network

Come avevo anticipato in questo post volevo ritornare sull’argomento specifico della “sicurezza & social network“.
L’argomento, a mio avviso, è stato trattato solo marginalmente nella tavola rotonda dell’IBM Security Day 2010.
Le concause che ipotizzo io sono almeno tre: il target ipotizzato, gli illustri interlocutori ed il poco tempo a disposizione.

Il target
Era una giornata di addetti ai lavori quindi, credo, abbiano tarato gli argomenti ed i relativi approfondimenti ipotizzando che il pubblico fosse più interessato a come difendersi piuttosto che capire da cosa difendersi e perchè.
Non credo sia stato ipotizzato un interesse della platea verso nuove forme di comunicazioni e di business.

Gli interlocutori
La tavola rotonda era composta da personaggi e amici di primissimo piano, esperti ed affermati sia nel mondo universitario e pubblico che nel privato.
Mancava, a mio avviso, un tassello in più: un esperto di comunicazione e nuovi media avrebbe sicuramente avuto modo di arricchire i contenuti del dibattito.

Il tempo
Inoltre, l’argomento avrebbe meritato una sessione pomeridiana apposita piuttosto che condensarlo in una tavola rotonda con tanti interlocutori e poco tempo a disposizione.

Ad esempio non c’è stato spazio a sufficienza per dare l’enfasi che meritava l’iniziativa coordinata dal Dr. Roberto MarmoLa sicurezza delle informazioni nell’era del web 2.0“,  un progetto collaborativo su piattaforma wiki che merita una nota di merito (qui la documentazione finale).

Nell’evento, la tematica “sicurezza & social network” è stata affrontata da un punto di vista prettamente tecnologico ed in ambito aziendale.
Non è stato affrontato l’impatto organizzativo, di produttività, umano e socio-economico. Si è parlato del dominio da proteggere, di protezione end-to-end, di cosa proteggere e della definizione dello scope infrastrutturale.

Tutto giusto ed interessante ma monco di una parte che avrei voluto discutere ed affrontare: il social network come opportunità, non solo come un rischio da cui proteggersi.
Nessuno si preoccupa di monitorare le linee telefoniche, di fax, le mail o i supporti removibili per evitare la fuga di notizie aziendali riservate ma tutti manifestano l’esigenza di dover limitare o censurare l’accesso ai social network.
Perchè? Solo per l’immediatezza intrinseca dello strumento?
Ancora una volta si confonde l’abuso con l’utilizzo ed lo strumento abilitante come il fine.
C’è, a mio avviso, la tendenza a voler limitare l’uso di uno strumento innovativo piuttosto che educarne e prevederne un uso corretto e persino proficuo.
Senza una valutazione omnicomprensiva del fenomeno non si riuscirà a definire cosa realmente è a rischio, perchè ed in quali scenari.
Conseguentemente, le contromisure rischieranno di essere parziali, settoriali ed inevitabilmente inefficaci.