Il taccuino di Armando Leotta Rotating Header Image

politica

Generatore automatico di autopresentazioni neoparlamentari #m5s

Istruzioni: fare refresh per ottenere nuove autopresentazioni dei parlamentari del M5S



Se avete fantasia, suggerite sotto… 😉

Nota: fonte originale libernazione.it

Perchè, sotto sotto, dobbiamo tutti ringraziare gli ortotteri invasati #m5s #5stellology

Ho avuto modo di esprimere le mie opinioni sulle ultime elezioni più volte in più occasioni e mezzi.

Chi mi conosce, anche solo “digitalmente”, sa che avvertivo lo stesso pericolo e la stessa tensione sociale mesi e mesi prima del risultato elettorale.

Il potenziale risultato, a ben vedere (o a volerlo vedere), era già sotto gli occhi di tutti.

La gente è stanca e la pancia è vuota.

Fonte: Spectator.co.uk

Quando la pancia è vuota è più facile cadere nell’estremismo convinti dal non avere nulla da perdere.

La storia, ancora una volta, non ha insegnato nulla.

Questo contesto è stato ampiamente sfruttato da professionisti della comunicazione che sono riusciti, onore al merito, ad allocare spazi sociali che la vecchia politica faceva finta di ignorare.

Renzi, ad esempio, aveva centrato le esigenze e le contromisure ma il suo avanzare non è stato agevolato dal PD probabilmente perché timoroso di un eccessivo svecchiamento, per comodità, spocchia, opportunismo e miope autoreferenzialità.

Peccato, si è persa una chance.

Il movimento 5 stelle rappresenta, a mio avviso, una #5stellology, una #scientology politica, una sorta di fede indotta dal bombardamento mediatico urlato negli ultimi anni.

Non mi piace la presunta natura acefala, amorfa e nata dal basso.

I motivi

Tanto per cominciare perché NON è acefala (vedo almeno due teste più un aiutante di campo spuntato dal nulla e vestito a festa che pretendono di dover conferire con questa o con quella carica istituzionale) pertanto non è nemmeno informe.

Il fatto della democrazia diretta nata dal basso, nel modello #5stellology, significa sottoporre a “mi piaceet similia migliaia di video postati su un blog dagli aspiranti politici, anzi “cittadini”: non riesco a vedere come questo metodo possa essere utile a selezionare persone competenti, serie e capaci di governare un Paese specialmente in un contesto economico e sociale, nazionale e transfrontaliero di questi ultimi anni. Viceversa, a mio avviso, è un metodo efficace per meglio manovrare le persone che aderiscono all’esasperazione ostentata dal guru comico in tutte le occasioni.

Da notare come questa tipologia di recruitment consenta anche di non essere mai chiamato direttamente in causa per eventuali scelte sbagliate o future emorragie: “non li conosco e non si conoscono nemmeno tra loro: sono votati online“, come avrebbe già manifestato in più occasioni, come se fosse di per sè sinonimo di trasparenza (quando fa comodo) e  oggettivo e inconfutabile valore aggiunto.

Risultato

Dilettanti allo sbaraglio che si sono ritrovati loro malgrado in un modo dorato (sui tagli scriverò appositi approfondimenti che sto acquisendo nel frattempo anche da fonti interne), complesso per sua natura e delicatissimo per il contesto socio-economico nel quale sono chiamati ad operare.

Almeno sono puliti, sono facce nuove e sono sicuro che non sono i soliti che hanno ridotto l’Italia così“, rispondono prontamente all’unisono i nuovi fedeli invasati.

A mio avviso non basta essere un volto nuovo per essere quello giusto, non basta essere incensurato per fare di un cittadino qualunque un buon politico. Aggiungo che ci serve uno statista, nemmeno un politico: figurarsi se è il momento giusto di affidare un Paese ad incompetenti e apprendisti stregoni (sì, nel frattempo devono studiare anche se la Luiss chiama in causa smentisce, ndr).

E’ un po’ come conferire la cattedra di primario di cardiochirurgia con la riffa del paese: se avanza tempo si impegna a seguire tutte le puntate di Dr. House, in lingua originale, sin dalla prima serie. Almeno sono facce nuove.

Non basta, vi assicuro che non è sufficiente essere dotati di buona volontà (ammesso che sia questo lo spirito guida) ed essere onesti: conditio sine qua non, d’accordo, ma come punto di partenza, non certo d’arrivo.

Detto questo, perché dobbiamo ringraziare i nuovi fedeli?

Ripartiamo da qui.

Dati oggettivi, numerici e inconfutabili (analizzati con malizia, evidenzierebbero anche il motivo per cui i guru non hanno interesse a consentire nell’immediato la governabilità necessaria al Paese, ndr).

Se da una parte si conferma che agli italiani piace chi fa ridere, chi strilla e chi racconta loro balle, dall’altra non si può e non si deve ignorare la forte richiesta espressa: gli italiani sono stanchi. Purtroppo per diverse motivazioni più o meno strumentalizzate ma qualsiasi forza politica non può far finta di ignorare questo dato di fatto e di non governare tenendolo bene a mente.

Grazie ai “fedeli“, e non è ironia, nessuno può più ignorare che si è stanchi della vecchia politica inconcludente e spendacciona.

Diverse sono le idee strillate dai guru che sono assolutamente condivise e condivisibili. Il 25% degli italiani le ritengono talmente fondamentali da saltare nel vuoto sostenendo in coro l’assenza di alternative.

Cari politici, fornite CHIARAMENTE queste alternative. Renzi, sì ma è acqua passata ormai. Andiamo avanti.

 E’ l’unico modo per venirne fuori costruttivamente.

Pochi punti tra cui la pulizia della nuova politica, l’abbattimento dei suoi costi, la trasparenza dell’operato ed il limite di permanenza.

Abolizione di finanziamenti pubblici ai partiti e, chiaramente, riformare la legge elettorale.

Cari politici, dovete fornire risposte concrete a queste tematiche.

E’ l’ultima possibilità per dimostrare che non basta essere “puliti” per fare di un cittadino un buon politico. Chiaramente se non lo farete sarete complici di questo gioco al massacro.

Se non volete essere corresponsabili di trovarvi di fronte ad una nuova tornata elettorale dove potreste consegnare per un nuovo devastante ventennio il Paese a dei folli invasati e incompetenti, evitate governissimi in quanto mediaticamente saranno boomerang devastanti: sfidate il comico sul suo stesso campo con lo spessore e la trasparenza che queste argomentazioni meritano e date prova di essere Politici con la P maiuscola. Se poi uscisse anche un programma a medio-lungo termine da vero Statista sarebbe il massimo: sì perché di quello avremmo bisogno, non di pappagalli.

Dimenticavo: sfidarlo sui contenuti è l’unico modo per vedere se dietro il condivisibile “tutti a casa” c’era una vera richiesta di sensibilizzazione costruttiva di massa o, peggio, semplicemente l'”ARRENDETEVI”, un golpe travestito da democrazia.

Anonymous attacca la BCE – Tango down – più ddos per tutti –

Una settimana prolifica: da Equitalia al Vaticano passando da Trenitalia e Radio Vaticana.

Non si poteva concludere con target più ambizioso e carico di significati: la Banca Centrale Europea.

Il sito della bce (ecb.int) è rimasto offline per circa due ore.

Ecco la rivendicazione su pastebin  e su twitter degli hacktivisti:

 

Il presunto attacco non sembra sia stato confermato da nessuna fonte ufficiale della BCE nemmeno sul loro tanto attivo feed twitter a parte un pacato “We’re indeed experiencing some problems and are working on it“.

Un’altra chiave di lettura, meno trionfalistica si potrebbe racchiudere in poche righe: il ddos ha avuto l’effetto dell’indisponibilità del servizio web attaccato. O i servizi sono stati cautelativamente posti offline per evitare potenziali esposizioni? Nulla si può dire se non archiviare quest’ennesimo eclatante episodio.

Campagna elettorale senza mea culpa

Da settimane si è insediato il governo Monti, un governo tecnico di responsabilità nazionale voluto da (quasi) tutte le forze politiche europee.

Non sono un esperto d’economia né di politica, mi limito ad osservare quanto mi succede attorno e mi condizionerà sempre di più nel quotidiano, immediato e futuro.

Prendetelo come uno sfogo, un foglio di un vero taccuino personale.

Da una parte l’ex governo Berlusconi.

La crisi è come il Presidente della Repubblica: va tirata per la giacchetta solo quando serve. Non vorrei sommergervi di collegamenti ad interviste e dichiarazioni dell’ex Premier in cui si nega la crisi: non c’era e non avrebbe comunque riguardato la nostra nazione per la propensione proverbiale degli italiani al risparmio. Vi ricordate tutti i siparietti nelle varie trasmissioni in cui la crisi serviva solo a sviare la discussione da un’escort ad un’altra, da una legge ad personam a paradisi fiscali, etc etc. Certo, non mancano le chicche da wannabe-premio-nobel o l’invito a scaricare cassette di frutta al mercato da parte di un gigante dell’economia (in calce due video a mero titolo evocativo).

Anni decisivi sprecati, buttati.

Dall’altra parte la cosiddetta opposizione.

Cos’ha fatto questa opposizione non si è capito. Quello che non sono riusciti a fare è stato creare un’alternativa credibile e duratura a quello stato di regime mediatico e non solo che sembrava essere l’unica scelta possibile, stabile e duratura.

Incapaci, ottusi.

Poi ci si lamenta del commissariamento europeo. Per fortuna, altrimenti stavamo ancora dibattendo sul bungabunga, su minorenni avvenenti e soubrette ministro.

Cosa accomuna oggi la politica italiana a mio avviso?

La sconfitta, l’incapacità di reagire figuriamo di pianificare! E pensare che il concetto stesso di politica include implicitamente il concetto di strategia, di pianificazione.

Berlusconi si fa da parte per il senso del dovere? La crisi economica danneggia anche le sue aziende: paradossalmente non è riuscito nemmeno a salvare i propri interessi economici distratto com’era da quelli personali.

Politicamente?

Si prospetta un periodo di sacrifici, di scelte impopolari, oramai, inderogabili e improcrastinabili.

E quale forza politica italiana si accollerebbe queste scelte? La Politica al servizio del cittadino dovrebbe farlo, quella al servizio della poltrona si fa da parte lasciando la scottante ed imbarazzante questione ad un governo tecnico.

Dovremmo dire grazie a Berlusconi che si è dimesso non essendo obbligato a farlo?

Dovremmo dire grazie a Bersani che lo ha costretto all’angolo e alle dimissioni?

E’ un siparietto ridicolo, patetico e tanto italiano.

La politica ha perso, il popolo ha perso, la democrazia ha perso. Chi ha vinto? Nessuno, Goldman Sachs a parte.

Temo che si prospetteranno mesi e mesi di campagna elettorale ai danni della nostra economia e del nostro stato sociale.

I sacrifici? Le mani in tasca agli italiani? Non una scelta politica, non un governo politico ma scelta obbligata di un governo tecnico: un po’ come fare i propri comodi e poi lavarsene le mani. In confronto Ponzio Pilato era un signore.

A chi grida allo scandalo sulla scelta di Monti Premier sottolineando la presenza tentacolare della Goldman Sachs (anche) nell’economia europea chiedo: la scelta doveva forse ricadere su uno di quei giovani che Brunetta voleva mandare a scaricare cassette al mercato? E pensare che avevamo un quasi-nobel a portata di (ex)governo.

 

 

Silenzio, almeno quello.

C’è da spostare un neutrino!

Riporto i fatti.

Fotografo e non commento.

La notizia su Il Corriere.

Comunicato stampa del Ministro On. Mariastella Gelmini:

 

“La scoperta del Cern di Ginevra e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza.”

Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna.

Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.

Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.

Inoltre, oggi l’Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l’anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante”.

Comunicato stampa Gelmini

Clicca per ingrandire (screenshot 24/9/2011 ore 16:08)

Il mondo ridequotidiani compresi.

La Rete 29 Aprile (“Ricercatori per una università pubblica, libera e aperta”):

“Nessun tunnel ma un fascio di neutrini che è stato ‘sparato’ dal Cern di Ginevra per un viaggio sotterraneo che dura 2,4 millisecondi, raggiunge la profondità massima di tre chilometri per effetto della curvatura terrestre e termina al Gran Sasso, dove il fascio è ‘fotografato’ da un rilevatore e ne viene misurata la velocità. Quindi tranquilli, soprattutto i cittadini di Firenze che si trovano sulla traiettoria: il viaggio delle particelle, perfettamente rettilineo, non impegna nessuna struttura costruita dall’uomo; e nessuno potrà usare tale esperimento per giustificare una nuova TAV sotto il Trasimeno”.

La replica del Ministro:

 “Polemica destituita di fondamento e è assolutamente ridicola. E’ ovvio che il tunnel è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso”

 

E’ ovvio, ignoranti.

Ai posteri.