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Android

CyanogenMod 7 gingerbread su NookColor [how to]

Tengo d’occhio lo sviluppo di CyanogenMod 7 Encore, il nome in codice del nook al fine di portare finalmente gingerbread sul nook color.

Sebbene non sia stata ancora rilasciata una versione stabile i continui aggiornamenti,  le build sempre più performanti e stabili nonché la semplicità delle operazioni da effettuare mi hanno fatto decidere 🙂

Cosa serve oltre al NookColor rooted:

  1. una microsd di recovery ext4 compatibile e “bootabile” clockwork;
  2. l’immagine cyanogenMod 7 encore;
  3. Google apps

 

Per prima cosa scaricare quanto indicato nel punto 1,2 e 3.

Successivamente verificarne l’hash e poi  scrivere l’immagine sulla microsd:

Verifica md5 e scrittura immagine

Scegliete l’immagine in base alla capienza della vostra microsd.

Alla fine del fine della scrittura dell’immagine avrete una situazione di questo tipo:

microsd ext4 clockwork

Nella root della scheda copiare i file scaricati nel punto 2 e 3:

microsd con gli archivi zip sulla root

A questo punto è sufficiente inserire la microsd ottenuta nel nookcolor e riavviare.

Si presenterà l’interfaccia clockwork di recovery:

Come vedete dalla foto, formattate /system, /data e /cache ma NON /boot: troverete queste funzioni nel sottomenu “mounts and storage”.

Per muoversi: su e giù (tasti volume), avanti/invio (home/nook) e indietro/esc (power).

Una volta completata la formattazione, tornare sul menu principale, “install zip from sdcard”, “choose zip” e selezionare i due file zip (uno alla volta) che dovrebbero essere presenti sulla root della microsd.

A questo punto, rimuovete la microsd ed effettuate il reboot del dispositivo e godetevi cyanogenMod 7 sul vostro Nook Color 🙂

 

 

Buon divertimento:)

P.S.: cliccate sulle immagini per ingrandirle

Rooting Nook Color [How To]

Effettuare il rooting del Nook Color è semplice.

Innanzitutto è opportuno accendere il proprio Nook, seguire la procedura di setup guidata, configurare il wi-fi per potere andare in rete per registrare il proprio dispositivo.

Serve un microSD da almeno 128 MB ed un’utility per la scrittura delle immagini disco (per windows va bene Win32DiskImager, per Linux e MacOsX la nativa dd).

Per prima cosa occorre capire la versione del software installata sul nostro Nook: Check Settings->Device Info->About Your Nook Color.

Di conseguenza, scaricare il nooter (il tool per il rootare il nook) apposito: l’auto nooter 2.12.15 file 15 Dec 2010 per la versione 1.0.0 o l’auto nooter 2.12.25 file 25 Dec 2010 per la 1.0.1 (GabrialDestruir) o il nuovo autonooter (GMPOWER) per la versione 1.1.0.

Una volta identificato l’autonooter da utilizzare in base alla versione di software di sistema installato, scaricate il pacchetto e scompattate il file immagine contenuto.

Su Linux:

# umount /dev/<sdcard>

dove <sdcard> è il device sdcard, ad esempio /dev/sdc

# dd if=auto-nooter.img of=/dev/<sdcard> bs=1M

(sostituire <sdcard> come sopra)

Su MacOsX:

diskutil list

(per vedere il dispositivo su cui è mappata la microSD)

Smontare il dispositivo:

diskutil unmountDisk /dev/disk#

(sostituendo il # con il device mappato ad esempio disk2)

dd if=auto-nooter.img of=/dev/rdisk# bs=1m

Su windows basta aprire Win32DiskImager, selezionare la microSD, l’immagine e procedere con la sua scrittura sul dispositivo.

Il risultato è una microSD con due partizioni (nota: con windows se ne vede solo una):

AutoNooterFiles (via NookDevs)

Se il risultato è diverso da quanto in figura ripetere i passi sopra indicati.

Dando per scontata la corretta creazione della microSD, scollegare il cavo usb dal Nook e spegnere l’apparato.

Inserire la microSD nel Nook e collegarlo al computer via USB. A questo punto il Nook farà il boot dalla microSD anche se lo schermo resterà spento.

Dopo circa un minuto verrà riconosciuta una nuova periferica USB (Linux, MacOsX o windows che sia): ignorate pure la segnalazione.

A questo punto non resta che attendere che il dispositivo finisca l’elaborazione ed effettui il reboot: quando vedrete l’animazione del boot avete finito.

Ricordatevi di rimuovere la sd per evitare che al prossimo reboot ricarichi il software dalla sd.

Buon market e superuser 🙂

P.S: la microSD utilizzata può essere tranquillamente riutilizzata

(via nookdevs)

Come installare Android Honeycomb su NookColor

Caricare l’immagine Honeycomb su NookColor è un gioco da ragazzi.

A prescindere dal rooting e dalla scrittura su flash, è possibile creare una SD bootable con un’immagine di OS (ubuntu, froyo, honeycomb, more to come).

Cosa serve:

  • un NookColor
  • una scheda miniSD da almeno 4 GB
  • un computer
  • un lettore/scrittore di memory card
  • un programma per scrivere le immagini di dischi (ad esempio per windows winimage mentre per linux e mac c’è il nativo dd)
  • un programma per estrarre l’immagine dallo zip
  • l’immagine Honeycomb per NookColor.

Una volta scaricata e scompattata l’immagine si scrive sulla SD ed il gioco è fatto.

Su windows, tramite winimage in esecuzione come amministratore, selezionare Disk dal menu e “Restore Virtual Hard Disk Image…”. Selezionare la SD card, spuntare “all files” e caricare l’immagine precedentemente scompattata.

Su linux e mac smontare la sd
linux:

# umount /dev/<sdcard>
# dd if=nomeimmagineos.img of=/dev/<sdcard> bs=1M

(ad esempio /dev/sdc)

Mac:

diskutil unmountDisk /dev/disk#
dd if=nomeimmagineos.img of=/dev/disk# bs=1m

specificando opportunamente il valore # (magari aiutandosi con il comando diskutil list)

A questo punto, aspettare (dipende dalla velocità della scheda utilizzata):

Inseritela nel NookColor, power ON e… buon Honeycomb 🙂

P.S.: Non agendo sulla memoria flash, togliendo la sd e rieffettuando il boot il dispositivo parte con il suo software originare (o quant’altro avete caricato al suo posto, of course)

NookColor e Android: un tablet decisamente interessante

NookColor. Non tutti lo conoscono ma è un tablet commercializzato dalla Barnes & Noble che monta un Android ad hoc (Eclair).

HW
Innanzitutto l’hardware è di tutto rispetto.
Display 7″ capacitivo 1024 x 600, CPU TI OMAP 3621 CPU 800MHz, 512MB of RAM, 8GB di flash memory ed uno slot addizionale microSD che supporto fino a 32GB.
Qui la recensione di engadget.

Design
Molto accattivante, semplice e funzionale, custodia in pelle curata e relativamente economica.

Costo
$249 + altri 20 per la custodia.

Dollari? Sì, dollari perchè è in vendita solo negli states e tramite alcune grossi distributori.
Cosa rende appetibile un oggetto simile con tali limitazioni?

<Nerd>
Basta una semplicissima microsd da 128 MB per caricare un software per effettuare il rooting dell’apparato.
Una volta rootato l’apparecchio è possibile installare quasi la totalità di applicazioni funzionanti per Android Eclair.
A dirla tutta, è possibile caricare nella memoria flash un nuovo codice direttamente tramite applicativi (ad esempio CWM rom manager).

Non è sufficiente ritrovarsi con un tablet da 7″ particolarmente elegante e funzionale ad 1/3 del costo della concorrenza?

Ok, aggiungo allora che la boot chain di NookColor consente di caricare tramite microSD immagini di altri OS, Froyo, gingerbread e HoneyComb compresi.

Per i curiosi e gli impazienti una piccola anteprima della SD sperimentale:

Sono tante le risorse  online che riportano i passi per potere effettuare rooting, aggiornamenti flash, img su SD e overclocking fino 1.1 GHz.
Nei prossimi giorni scriverò qualcosa di apposito segnalandovi le risorse nonchè le esperienze dirette con dei passi che spesso vengono dati per scontati.

Direi che il divertimento e la soddisfazione sono assicurati.
</nerd>

Buon Nook a tutti:)

Viber, riflessioni ad alta voce su privacy e modello di business

In questi giorni abbiamo affrontato la questione Viber.
Viber è un’applicazione mobile (attualmente per iPhone ma presto disponibile anche su piattaforma Android) che consente di effettuare chiamate (ed SMS) voip gratuite con altri utenti viber.
La forza di quest’applicazione è anche l’immediatezza della registrazione: non un utente, non una fase di registrazione con utenza e password ma solamente una sorta di sottoscrizione con il proprio numero telefonico.
Infatti, la registrazione consiste nel far conoscere a Viber che il tuo iphone (e si tiene anche l’identificativo Apple Unique Device Identification (“UDID”) o Android Device ID per la piattaforma Android) ha l’app installata e ha richiesto di poter fruire dei servizi offerti.
Automaticamente, entrando nell’applicazione, vengono immediatamente segnalati gli utenti che hanno fatto come te (cioè che hanno fornito il loro numero di cellulare e si sono registrati): non resta che selezionarli e scegliere di chiamarli (o spedirgli un SMS) sotto copertura wi-fi o 3G, il tutto gratuitamente.

Ho provato il servizio nelle condizioni peggiori e cioè in mobilità e con H3G: funziona alla grande a patto di avere una copertura decente (cosa appunto non sempre facile con H3G).
Ho effettuato delle chiamate nazionali ed internazionali, in uscita o in ricezione e funziona egregiamente in tutti i casi.

Ho analizzato la pagina informativa della privacy del servizio viber e non la trovo particolarmente difforme rispetto a quanto mi aspettavo per applicazioni e servizi analoghi.
E’ previsto l’accesso alla tua rubrica ed ai tuoi contatti (come per Facebook e Skype): di forte impatto, indubbiamente, ma prevedibile se non scontato visti i servizi offerti.

Alcuni stralci:

Viber also maintains call and connection logs to the system. These logs contain your internal Viber identification which is a combination of your account identification (i.e., your phone number) and Apple Unique Device Identification (“UDID”) or Android Device ID. All call and connection logs are maintained indefinitely.

Ecco, questo mi lascia un po’ perplesso ma può anche starci.

Può anche starci il paragrafo relativo allo Sharing and Disclosure of Information, ottima la compliance al Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA).

Anche l’estrema cautela sulla sicurezza offerta può starci anche se stranamente realistica e non propagandistica.

Mi lascia un po’ perplesso il business transition:

In the event that we go through a business transition, such as a merger, acquisition by another company, or sale of all or a portion of our assets, Personal Information will likely be among the assets transferred. We will post a notice on this website of any such change in ownership or control of the Personal Information we may have prior to such transfer.

Questo unito al fatto che

  1. non c’è pubblicità
  2. non offre servizi a pagamento
  3. non mi è arrivata UNA mail di pubblicità
  4. non mi è arrivata una telefonata inopportuna
  5. non mi è arrivato un SMS pubblicitario
  6. al momento, non offrono alcun tipo di servizio a pagamento
  7. hanno dei costi e non sono benefattori

mi lasciano pensare ad un modello di business proiettato by design al Business Transition di cui sopra.

In altre parole, milioni di numeri telefonici (di traffico e di identificazione apparato) forniti alle condizioni X per il servizio Y e poi trasferiti in un contesto Z.
E l’utente? Dovrà controllare periodicamente le informative sulla privacy perchè, come al solito, possono cambiare con o senza preavviso.

Attenzione quindi ai cambiamenti (a mio avviso inevitabili).

Stay tuned.