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Scuola

Istruzione & Gelmini: una voce fuori dal coro dice GRAZIE

Io amo la scuola pubblica (img via Jolanda.filastrocche.it)

Molto si è detto e scritto contro le riforme messe in atto dal Ministro  della Pubblica distruzione Gelmini.

Studenti e docenti di ogni ordine e grado, precari,  genitori e personale amministrativo sono sempre più agguerriti ed avviliti.

Io vorrei spezzare una (…) lancia in favore dell’operato dell’On. Ministro.

Mia figlia è stata assente da scuola una settimana intera per motivi di salute. Tra assemblee sindacali, scioperi e quant’altro ha perso solo due giorni e 1/2 di lezione.

Un sentito GRAZIE!

Ora di religione nei crediti scolastici?

Religione a scuola? No, grazie

Religione a scuola? No, grazie

Ancora un esempio di laicità dello Stato, di rispetto delle idee altrui e delle reali necessità della formazione scolastica.

La Gelmini esulta.

Non è chiaro il motivo. Forse perché sentiva il bisogno che la religione (leggasi catechismo) contribuisse alla determinazione del credito scolastico? Forse per la chance di alzare la media agli ignoranti catechizzati? O forse perché si prospettano gli ennesimi cambiamenti significativi proprio alla vigilia degli scrutini? O forse il motivo è da cercare in zona curia? Chi può dirlo…

Forse, sotto sotto, esulto anche io: che sia la volta buona che si rinunci in massa all’insegnamento (leggi catechismo) della religione cattolica? Che si riesca ad avere finalmente una reale alternativa?

Staremo a vedere. Confido nell’innato spirito critico e d’ottimizzazione dei giovani.

(via ff)

Il privilegio di accompagnare i propri figli a scuola

Molti lo trovano noioso, stressante, un obbligo, un’azione dovuta ma faticosa.

Io purtroppo per organizzazione familiare spesso sono costretto ad uscire di casa presto e ad appoggiarmi ad una struttura privata che accompagni i bimbi a scuola.

Pochi metri, poche decine di minuti ma in una grande città possono fare la differenza e non consentirti di  arrivare in ufficio in tempo.

A volte riesco ad organizzarmi e ad accompagnarli direttamente a scuola.

E’ un’emozione ogni volta. Rivedo colori, profumi e sensazioni che mi portano indietro di 30 anni in pochi secondi.

I grembiuli, lo zaino nuovo, l’odore dei colori, delle merende, il magico vociare dei bambini, quelle  creature minuscole che si chiamano per cognome in cui rivedi te stesso.

A volte leggo la complicità (vai pure, sono bravo e forte, vedi?) altre invece la delusione (devi proprio andare?). So che per tanti è una cosa normale, scontata.

Per me è un privilegio ed in queste occasioni realizzo quanto mi perdo nella routine e nello stress quotidiano.

E oggi ho pure imparato qualche acronimo nuovo: “ma papà, non lo sapevi? E’ pure su facebook!“.

  • Società Che Uccide Ogni Libero Alunno (scuola)
  • Materia Ancora Totalmente Estranea Malgrado Anni Trascorsi In Catastrofici Apprendimenti (matematica)
  • Pazzi Ricattatori Ovvero Fessi Esasperati Sanno Solo Opprimere Ragazzi Innocenti (professori)

No amore, non lo conoscevo.

Grazie bimbi.

L’importanza del rigore matematico spiegato ai bambini (e non)

golden ratio

Proporzioni auree

Non esiste nulla che non possa essere descritto da fenomeni fisici e dimostrato dal rigore  matematico.

E’ un amore quello per la matematica che avverti quando superi preconcetti e approcci superficiali e ripetizioni meccaniche.

Va capita ed in questo processo di comprensione è sì importante una propensione individuale alla logica ed al ragionamento ma ancor più rilevante in età scolare è il ruolo di chi presenta la materia agli alunni e getta le basi dello spirito scientifico e critico di questi ultimi.

La matematica è rigore, è metafora, è musica e termometro del sapere umano.

E’ critica, è cultura, è storia, è logica, è probabilità, è paradosso, è evoluzione e libertà di pensiero.

E’ universale proprio come la musica e l’arte: tutto torna a chi sa ragionare matematicamente, a prescindere da differenti abitudini, lingue e altre considerazioni socio-economiche.

Il bello della matematica è che nulla è dato per scontato e va dimostrato per essere accettato fino alla prossima auspicata (ma comprovata) smentita.

Il pericolo della matematica è rappresentato solo dal nostro approccio sbagliato.

Chi non ricorda la dimostrazione di 2=1 ?

2 = 1 ? Clicca per ingrandire

Matematica anche come metafora della vita: basta un errore non rilevato, un approccio errato per supporre validi dei risultati altrimenti assurdi.

Asilo e religione cattolica: vogliamo mandarli a lavorare questi parassiti balordi?

Secondo anno di scuola materna. Cinque anni ancora da compiere. Torna a casa e mi racconta che oggi nell’ora di religione (ripeto, secondo anno di materna statale in una repubblica laica, ndr) hanno proiettato un cartone animato della storia di Gesù. Mi dice con voce tremante che ha pianto tutto il tempo durante la trasmissione del cartone perché “non voglio morire anche io, con Gesù sono stati cattivi e gli hanno messo i chiodi nelle mani e nei piedi, l’hanno messo in croce e poi gli hanno infilato una spada nella pancia e l’hanno mandato in cielo“.

Sono riuscito a calmarlo, adesso provo a calmarmi anche io visto che ho finalmente capito da dove diamine arrivano le frasi apparentemente sconnesse che ultimamente ripeteva piangendo: “non voglio morire anche io e andare in cielo“.

Semplicemente, perché?

E’ proprio necessario martellare il cervello ad un bambino? E pensare che ad inizio della scuola avevano affermato che avrebbero solo fatto storia delle religioni.

Voglio vederli a spalare letame, dal primo all’ultimo, dal kapò all’ultimo chierichetto passando dai lecchini della Curia: almeno faranno qualcosa di utile per la società (e stanno lontano dai bambini che male non fa…)