Il taccuino di Armando Leotta Rotating Header Image

Vaticano

Ora di religione nei crediti scolastici?

Religione a scuola? No, grazie

Religione a scuola? No, grazie

Ancora un esempio di laicità dello Stato, di rispetto delle idee altrui e delle reali necessità della formazione scolastica.

La Gelmini esulta.

Non è chiaro il motivo. Forse perché sentiva il bisogno che la religione (leggasi catechismo) contribuisse alla determinazione del credito scolastico? Forse per la chance di alzare la media agli ignoranti catechizzati? O forse perché si prospettano gli ennesimi cambiamenti significativi proprio alla vigilia degli scrutini? O forse il motivo è da cercare in zona curia? Chi può dirlo…

Forse, sotto sotto, esulto anche io: che sia la volta buona che si rinunci in massa all’insegnamento (leggi catechismo) della religione cattolica? Che si riesca ad avere finalmente una reale alternativa?

Staremo a vedere. Confido nell’innato spirito critico e d’ottimizzazione dei giovani.

(via ff)

Segreto Pontificio e immunità al pontefice: pedofilia sì, aborto no?

Nulla di nuovo sotto al sole se non la personale consapevolezza di una notizia passata quasi inosservata.

Era il 2005 quando USATODAY pubblicava questo articolo:  “Pope should be immune from sex cover-up lawsuit” (che suona più o meno come “Il Papa sarebbe immune alle accuse di aver coperto degli abusi sessuali” su minori, aggiungo per chiarezza).

Forse lo sanno tutti e me l’ero persa solo io.  Sicuramente sarà così.

In un primo tempo – si legge sul Corriere della sera del settembre 2005 – Ratzinger non aveva risposto alle accuse, ma quando il processo aveva preso il via, gli avvocati del Cardinale – a quel punto divenuto Papa, il 19 aprile dello stesso anno – avevano richiesto al Governo degli Stati Uniti l’immunità riservata ai capi di Stato (creando peraltro moltissime polemiche in quanto all’epoca dei fatti contestati Joseph Ratzinger era un semplice cardinale, e poi perché riconoscere la Santa Sede come uno Stato sarebbe una violazione della Costituzione statunitense, in particolare della “establishment clause” che proibisce leggi che proteggano in modo speciale confessioni o organizzazioni religiose).

Il pontefice, da parte sua, nel discorso ai vescovi irlandesi (28 ottobre 2006) afferma:

Nell’esercizio del vostro ministero pastorale, negli ultimi anni avete dovuto rispondere a molti casi dolorosi di abusi sessuali su minori. Questi sono ancora più tragici quando a compierli è un ecclesiastico. Le ferite causate da simili atti sono profonde, ed è urgente il compito di ristabilire la confidenza e la fiducia quando queste sono state lese. Nei vostri sforzi continui di affrontare in modo efficace questo problema, è importante stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro, assicurare che i principi di giustizia vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini abnormi.

Ovviamente l’esortazione è verso gli altri (ricordo che era già scoppiato lo scandalo dei nuovi casi di pedofilia nella Chiesa irlandese) e non riguarda la sua posizione.

Forse con “prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro” voleva intendere fare di tutto per assicurarsi di mettere tutto a tacere nel rispetto del perpetuo riserbo e del carattere di massima segretezza sanciti nel documento riservato Crimen Sollicitationis.

Tasselli, piccoli o grandi a piacimento che si vanno ad inserire in un mosaico del tutto personale ma che va sempre tenuto a mente specialmente quando certe informazioni non sempre riescono a giungere a tutti.

Sempre che gli italiani non siano ormai del tutto assuefatti all’abuso delle immunità ed al concetto che la legge è uguale per quasi tutti.

La dura legge di Murphy – rivista e corretta dalla Chiesa –

Giù le mani dai minori (foto trovata in rete)

Che sia cartaceo o digitale non c’è giornale o blog che non riporti in prima pagina le sconcertanti notizie relative ai vari casi di pedofilia nella Chiesa. Apprendiamo del braccio di ferro tra il New York Times e l’Osservatore Romano.

Prima il vescovo irlandese (segretario di tre Papi, ndr), poi il reverendo americano Murphy insegnante alla St. John’s School per sordi accusato di aver violentato almeno 200 bambini sordomuti  tra il 1964 e il 1970, passando dalle dichiarazione dell’Arcidiocesi di Monaco (mentre Ratzinger era vescovo, ndr) dall’Austria e dall’Olanda.

C’è chi va sul concreto e teme denunce, richieste di risarcimento economico anche in Italia, chi invece come l’Arcivescovo austriaco trova una spiegazione a tutto questo letame e la chiama celibato. Singolare Bertone che, accusato insieme al pastore tedesco di occultare il caso Murphy, chiede

trasparenza alla politica e di votare contro l’aborto

ennesimo caso di  ingerenza della Chiesa ovvero di uno Stato estero  nella politica italiana.

Grottesco. Sembra che il vecchio proverbio “fai come il prete dice e non fare come il prete fa” sia amaramente coerente.

Mentre scrivo penso a questo e i brividi mi percorrono la schiena.

Sdrammatizziamo che è meglio: attenzione a nominare le leggi di Murphy da ora in poi perché potrebbero fraintendere.


Asilo e religione cattolica: vogliamo mandarli a lavorare questi parassiti balordi?

Secondo anno di scuola materna. Cinque anni ancora da compiere. Torna a casa e mi racconta che oggi nell’ora di religione (ripeto, secondo anno di materna statale in una repubblica laica, ndr) hanno proiettato un cartone animato della storia di Gesù. Mi dice con voce tremante che ha pianto tutto il tempo durante la trasmissione del cartone perché “non voglio morire anche io, con Gesù sono stati cattivi e gli hanno messo i chiodi nelle mani e nei piedi, l’hanno messo in croce e poi gli hanno infilato una spada nella pancia e l’hanno mandato in cielo“.

Sono riuscito a calmarlo, adesso provo a calmarmi anche io visto che ho finalmente capito da dove diamine arrivano le frasi apparentemente sconnesse che ultimamente ripeteva piangendo: “non voglio morire anche io e andare in cielo“.

Semplicemente, perché?

E’ proprio necessario martellare il cervello ad un bambino? E pensare che ad inizio della scuola avevano affermato che avrebbero solo fatto storia delle religioni.

Voglio vederli a spalare letame, dal primo all’ultimo, dal kapò all’ultimo chierichetto passando dai lecchini della Curia: almeno faranno qualcosa di utile per la società (e stanno lontano dai bambini che male non fa…)

Cattolici non razzisti cercansi

Che il cittadino italiano abbia le sue responsabilità per i disordini di Rosarno è indubbio.

Che le Istituzioni siano state assenti o inermi da sempre è sotto gli occhi di quasi tutti.

Quello che sto ancora cercando di collocare è il senso di  “Tamurriata nera” a firma di Giulia Galeotti sull’ Osservatore Romano.

Aldilà del rapido excursus storico più o meno condivisibile sul razzismo nostrano del secolo scorso, la tesi sembra essere raccolta nell’ultima frase:

Nel 2010, invece, siamo ancora all’odio. Ora muto, ora scandito e ritmato dagli sfottò, ora fattosi gesto concreto.

Insomma, gli italiani sono, ancora nel 2010, razzisti.

Panzane. Non so per chi parla la Galeotti ma visto chi la pubblica sicuramente non parla a nome mio.

Mi rendo conto che il contesto non aiuta la riflessione e la razionalità ma scatta immediato il ragionamento.

Visto che il Vaticano si attribuisce l’autorità e l’autorevolezza di voler rappresentare tutti i fedeli cattolici italiani (neofarisei compresi), quando un suo organo di stampa ufficiale pubblica questi contenuti mi piace sperare che l’ingerenza e la saccenza siano giustificati dal presunto numero di fedeli  in Italia.

Se tutti gli italiani sono razzisti e la maggior parte di loro sono di credo cattolico, questo articolo dell’osservatore si sta rivolgendo a loro, accusando fedeli e chiesa di essere razzisti.

Autocritica?  Gaffe?

In ogni caso, se fossi cattolico sarei indignato.

Non lo sono, per mia fortuna.