Sesso in cambio di test d’ammissione universitari

Stamattina, nella sezione cronaca dell’edizione romana del quotidiano Leggo, mi ritrovo davanti ad un articolo che mi perplime non poco:

"Sì al sesso per entrare all’università."

"Il sondaggio di Universinet.it dice che il 22% degli studenti offrirebbe prestazioni sessuali per superare il test"

di Celeste Ludovisi

 Commento tra me e me, sarcastico pensando alla forza di penetrazione dei "titolisti" e alla sfortuna di non essere un docente universitario…

Fine del momento ilare.

Inizio a leggere l’articolo mentre mi avvio a lavoro e resto colpito dai contenuti chiari e implacabili.

Cerco su internet sul portale universinet.it ma non trovo nulla in merito.

Scrivo al Capo Redattore Paolo Genovese chiedendo lumi e conferme circa il sondaggio attribuito alla struttura il quale gentilmente e tempestivamente mi conferma la veridicità della notizia aggiungendo che le informazioni sul loro sito saranno caricate in giornata e che la divulgazione è stata dovuta all’anticipazione dei risultati ad alcuni giornalisti.

 Emerge dal sondaggio nazionale effettuato su oltre tremila studenti dal portale universinet.it che alla domanda "Cosa sareste disposto a fare per avere una raccomandazione?" il 22% delle risposte è "offrire prestazioni sessuali".

La "disponibilità  sessuale" capitolina – si legge nell’articolo di Ludovisi – segna un vero e proprio record in quanto la media nazionale di risposte analoghe alla medesima domanda è del 18%.

Altro dato significativo riguarda l’aspetto politico: il 21% dei giovani oggetto del sondaggio è disposto ad iscriversi a partiti politici di qualsiasi colore (contro il 9% nel resto del Paese.

Per una raccomandazione a Roma, ragazzi e ragazze sono disposti a vendere corpo e voto.

Inoltre il 92% è convinto che riuscirà a copiare nei test d’ammissione (85% sul resto della nazione) ma solo il 69% ritiene che la raccomandazione sia più importante dello studio (contro il 75% nazionale), dato che sembra in controtendenza con gli altri emersi.

Ho ritenuto importante fermarmi a riflettere su cosa possano significare questi risultati e come interpretare lo specchio della società descritta.

Aldilà delle considerazioni tecniche sulla validità e attendibilità della popolazione e del  campione statistico impiegato, emerge, a mio avviso, tutta la fragilità delle nuove generazioni, lo scetticismo e la sfiducia verso le istituzioni scolastiche e non, l’assuefazione ad un malcostume che si eredita dalle precedenti generazioni e lo scarso valore attribuito alla propria persona ed alla propria dignità.

Non mi scandalizzo ma sono portato a riflettere.

Forse è ora di preoccuparsi realmente delle nuove generazioni a cominciare dalle istituzioni scolastiche, di qualcosa che vada un po’ più lontano della singola legislatura senza la preoccupazione di dovere raccogliere i frutti in tempo per esporli.

Cercherò di insegnare ai miei figli di confrontarsi, competere e combattere con armi tradizionali anche se evidentemente antiquate.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.