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Censura su wordpress.com: il caso della campagna pubblicitaria John Ashfield – WordPress.com censorship –

E’ successo ad uno e ne stanno parlando in tantissimi.

Fa discutere l’atteggiamento censorio di wordpress.com nei confronti del post di Sybelle dal titolo

“John Ashfield ADV: pleeease!”

La stessa sybelle ne parla su friendfeed:

In breve: il 5 Aprile ho pubblicato un post in cui analizzavo una campagna stampa di John Ashfield, brand d’abbigliamento italiano ma dal sapore inglese, dopo averla vista per mesi pubblicata su una rivista. Nei commenti intervengono ex dipendenti e attuali presunti manager di John Ashfield che iniziano a dibattere, nonchè altri possibili clienti che chiedono ulteriori informazioni. Venerdì sera un amico mi avverte che il blog è inaccessibile: scrivo a WordPress e mi viene chiesto (in inglese) di rimuovere dal post tutto ciò che non posso certificare come vero. Nel mio post sono contenenti opinioni sulla campagna stampa (che ritengo sia carente da certi punti di vista), ma ripeto: opinioni. Credo che il post sia stato segnalato (non so bene da chi, ma un’idea ovviamente ce l’ho) ma che non sia stato letto da qualcuno che conosce l’italiano

Il blog, dopo un periodo di inaccessibilità, è nuovamente disponibile ma non è più visibile il post “incriminato”.

Il post è ancora visibile grazie alla cache di google (copiata anche qui).

Al post sono stati effettuati alcuni commenti che possono essere ritenuti infamanti e lesivi per la ditta.

Ad ogni modo, in questi casi è buona prassi contattare l’autore del post, chiedere spiegazioni ed eventualmente la rimozione dei commenti ritenuti lesivi.

Il post è una libera opinione peraltro NON lesiva: perchè rimuoverlo?

Presto detto. Tra i TOS del servizio wordpress.com si legge:

Without limiting any of those representations or warranties, Automattic has the right (though not the obligation) to, in Automattic’s sole discretion (i) refuse or remove any content that, in Automattic’s reasonable opinion, violates any Automattic policy or is in any way harmful or objectionable, or (ii) terminate or deny access to and use of the Website to any individual or entity for any reason, in Automattic’s sole discretion.

Mi piace sperare che la segnalazione sia stata gestita un po’ frettolosamente magari non aiutati dalla differenza di lingua e di interpretazioni del post stesso.

Certo è che la risposta ricevuta da Sybelle e riassunta così su friendfeed:

Mi dice di contattare la persona che si è lamentata del mio post (n.b. io non so chi sia), poi scrivono che nel caso la cosa non venga sistemata, gli sarà consigliato (alla persona che si è lamentata) di inviare un ordine del Tribunale. Poi dicono che leggono e parlano italiano.

fa definitivamente cadere le braccia.

Dov’è finita la libertà d’espressione?

For english readers, we’re talking about wordpress.com censorship. They obscurated a blog  for a while and then put it back online with a post removed due to some comments contents. The request seems to be sent from post involved brand factory.

In tanti si sono mobilitati per non far passare in silenzio l’ennesimo bavaglio alla libertà d’espressione in Rete.

Wolly, Alessandro Gilioli, Marco Massarotto, Roberto Felter, Maurizio Goetz, Alessandra Farabegoli, Niki Costantini , Massimo Mantellini e tanti, tantissimi altri hanno già espresso e scritto la loro preoccupata indignazione sull’accaduto.

Oggi Sybelle, domani?

*** Aggiornamento 1 ***

Per completezza e trasparenza informo che tal John Ashfield (unico messaggio, vedi sotto)

(a Sybelle è arrivato identico messaggio via mail) ha inserito sul thread di Marco Massarotto su friendfeed il seguente messaggio:

Lettera aperta ad Arianna alias Sybelle Gentile Sig.ra Arianna, Le scriviamo in merito al Suo blog relativo al nostro marchio John Ashfield per cercare di spiegarLe la motivazione per la quale riteniamo che WordPress abbia assunto tale provvedimento. Sicuramente il Suo articolo, criticante la qualità di una sola nostra pagina, confrontato all’intero programma pubblicitario che appare annualmente sulle maggiori testate giornalistiche, non avrebbe causato alcun risentimento da parte della nostra azienda poiché siamo aperti a qualunque critica costruttiva, purchè, si spera, fatta da persona con le dovute competenze tecniche e specifiche del settore. Quello che invece riteniamo inaccettabile sono, tra i commenti al Suo articolo, le affermazioni diffamanti , che nulla hanno a che fare con la Sua critica, perchè prive di alcun fondamento e non corrispondenti al vero e fortemente lesive della nostra immagine di qualità del marchio John Ashfield, immagine che abbiamo sempre cercato di curare ai massimi livelli in 30 anni di attività. Basti vedere i risultati ottenuti dal nostro brand a livello internazionale. Come Lei ben saprà, c’è una differenza sostanziale tra “critica” e “diffamazione”, e sicuramente la nostra azienda non può rimanere impassibile davanti a certe affermazioni che sappiamo false con certezza. Lei stessa, essendo la creatrice della pagina del blog, avrebbe dovuto e potuto filtrarLe, rimuovendo quelle che sono palesemente offensive del nostro marchio. Sicuramente WordPress, oscurando l’intero blog, ha interpretato in senso allargato il nostro reclamo relativo alla rimozione dei soli commenti diffamanti, reclamo che, in buona fede, non abbiamo pensato di inviare a Lei, non avendo trovato i Suoi riferimenti, ma direttamente all’hoster. Con la speranza di averLe chiarito la nostra posizione, siamo certi che Lei si renderà conto del danno di immagine che ci è stato causato prima dai commenti contenuti nel Suo blog, e tutt’ora dalla campagna diffamante scatenatasi dalla errata interpretazione del provvedimento assunto da WordPress. Chiediamo quindi anche a Lei di attivarsi affinchè questa situazione rientri nei canoni di una normale e civile discussione in rete. In attesa di un Suo positivo riscontro, Le inviamo i nostri cordiali saluti. John Ashfield – John Ashfield
Ognuno tragga le proprie conclusioni
*** Aggiornamento 2 ***
Andrea Celli, titolare del marchio John Ashfield, scrive una lettera aperta a Sybelle pubblicandola come commento ai post di svariati blog che hanno riportato la vicenda a partire da Piovono Rane di Gilioli e per finire al mio Taccuino.
Il commento giunto su questo blog è pubblicato sotto.
*** Aggiornamento 3 ***
Giovanni Boccia Artieri, docente universitario esperto di comunicazione, marketing e sociologia dei new media ha scritto un post aperto a Andrea Celli sul proprio blog.
Be Sociable, Share!
  • Inizio a preoccuparmi e medito migrazione anche se chi garantisce per le piattaforme anche se hai il tuo dominio

    • Una cosa è installare e gestire in piena autonomia il software wordpress su un proprio server ed un’altra è gestire un blog su dominio wordpress.com in cui hai dei termini di servizio e contrattuali decisamente più stringenti. Cose del genere non sarebbero successe, ad esempio.

      • Quoto. Però è più comodo con la gestione del software da parte di altri. Per esempio per me che non sono un mostro e perderei intere giornate a capire cose che per altri sono semplicissime.

        • Si, l’impegno è un po’ diverso soprattutto in termini temporali. Ma ne vale la pena, secondo me

  • Pingback: Notizie dai blog su Wordpress censura un post su John Ashfield()

  • Ora, però, con tutta la buona volontà, come fa a non venirmi voglia di ridere in faccia a uno che scrive che il motivo per cui non è stata contattata la persona che gestisce il blog direttamente è la mancata conoscenza dei suoi dati?
    C’è tanto di pagina farcita di contatti su cui si poteva contattare Arianna, a partire dall’indirizzo e-mail alla pagina di Facebook, che non sembra uno strumento sconosciuto all’azienda, a giudicare dalla pagina presente.
    Sembra una giustificazione a posteriori, per ricucire un brutto strappo, dopo che a priori qualcuno ha cercato di fare la voce grossa con WordPress.
    Dopo quest’uscita il danno di immagine se lo meritano tutto. Oppure si meritano un bel corso accelerato di riconoscimento delle pagine dei contatti su un blog…
    (ehm, va bene se traggo le mie conclusioni qua sotto?)

  • Pingback: Notizie dai blog su Sybelle, il caso John Ashfield e la censura di Wordpress()

  • Gli stessi dubbi li ho espressi anche io.
    Credo che in molti abbiamo imparato molto da questa vicenda.

  • Lettera aperta ad Arianna alias Sybelle

    Cara Sybelle

    Mi chiamo Andrea Celli e sono il titolare del marchio John Ashfield , oggetto del suo blog.

    Ho deciso di scriverLe personalmente perché sono rientrato ieri sera da un viaggio d’affari all’estero ed appena informato dai miei collaboratori sull’accaduto di questi giorni, sono rimasto sinceramente sconvolto da tutto quello che era successo in Internet , In seguito alla richiesta da noi inviata a WordPress per la rimozione dei commenti di quelle persone di cui non conosciamo l’identità e che , non qualificandosi , ma in modo anonimo , sul suo blog volevano chiaramente non portare una critica costruttiva, ma solo danneggiare intenzionalmente la mia azienda .

    Le ribadisco , come Le è stato già spiegato nella nostra lettera aperta, che ritengo questi commenti anonimi fortemente lesivi e diffamanti del marchio John Ashfield perché non corrispondono sicuramente alla realtà della mia azienda, un’azienda a cui io ho dedicato e dedico tuttora la mia vita , con grande passione per questo brand John Ashfield che , con grande sacrificio mio e dei miei collaboratori , è diventato una realtà mondiale realizzando in tal modo il mio sogno.

    Io non conosco nulla di Lei , né ho il piacere di conoscerLa personalmente , ma presumo che Lei sia una ragazza giovane, piena di capacità e sicuramente tecnicamente molto preparata per muovere critiche costruttive ad una immagine pubblicitaria, tuttavia non posso accettare che nel Suo blog Lei permetta di pubblicare commenti non alla sua critica, ma affermazioni anonime sulla nostra azienda , lesivi e diffamanti della nostra immagine e della nostra organizzazione aziendale e produttiva , di cui Lei non sa e non può sapere nulla, senza che Lei ne abbia controllato la veridicità . Questa è una Sua responsabilità, perché gettare fango ad una azienda è troppo facile rimanendo nell’ anonimato e sfruttando il Suo blog per tali scopi.

    Dato che La ritengo una ragazza sagace ,spero Lei comprenda di aver fatto degli errori gestendo con leggerezza un blog sul mio marchio e permettendo di trattare in esso una materia a Lei sconosciuta, errori di cui noi ne pagheremo le conseguenze.

    Quindi Le chiedo sinceramente di aiutarmi in prima persona a far cessare tutto questo casino che ne è scaturito dal mondo di Internet contro la mia azienda.

    Vorrei comunque anche avere l’opportunità di conoscerLa meglio per capire perché ha fatto questo e quale vantaggio può esserle venuto da questa situazione.

    Se posso darLe comunque un mio consiglio per il futuro, Le dico che nella vita non basta aprire un Blog per realizzarsi criticando quello che fanno gli altri, perche come Lei saprà , lavorando si può anche sbagliare , ma forse è meglio investire le proprie energie cercando di creare un proprio progetto facendolo con passione e sacrificio come io ho sempre fatto in questi anni.

    Andrea Celli

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