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Ancora PEC, ancora Brunetta, ancora citofonoPA

CitofonoPADopo la riforma del pubblico impiego e l’adozione della PEC per tutti i professionisti iscritti ad albi ed elenchi, la posta elettronica certificata continua a far parlare di sé.
Nel marzo scorso, congiuntamente al presidente del Comitato Unitario delle Professioni (CUP) Marina Calderone, lo stesso Brunetta, conscio della scarsa adozione della PEC, ha avviato un monitoraggio sullo stato di attuazione della norma 2/2009 che ne prevede appunto l’obbligatorietà per i professionisti.
I primi dati del CUP mostravano uno scenario di adozione della PEC non omogeneo tra le varie categorie evidenziando da una parte il 100% dei notai e dall’altra avvocati, giornalisti e agrotecnici che non andavano oltre il 10%.
In questo contesto di controllo e sanzioni si inserisce l’ennesima dichiarazione del Ministro Brunetta: posta elettronica certificata gratuita per tutti gli italiani presso le Poste ed i negozi Telecom.
Addio raccomandate e ricevute di ritorno, e persino le multe potranno essere notificate via PEC.
Bingo.
Peccato che continua a chiamarla PEC invece di CEC-PAC, continua a definirla gratuita invece di mostrarne i reali costi per il cittadino.

Perché nessuno dice con chiarezza che serve solo per parlare con la PA e per riceverne risposta? Perché non si evidenzia il fatto che non è consentita la comunicazione tra utenti privati?

Operazione trasparenza, si ma, a quanto pare, non sul citofonoPA.

E pensare che stiamo ancora aspettando la banda larga (e una connettività adsl decente): quando si dice priorità strategiche.

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