Sono stato invitato ad un convegno sul cyber crime in Consip.
Con me tra i relatori, oltre Matteo Cavallini, esperto di sicurezza, Stefano Chiccarelli e Andrea Monti (gli autori di “Spaghetti Hacker“, documento storico della telematica italiana).
Ho scelto di presentare un case study, un caso reale di un ammanco da un conto bancoposta.
I termini Phishing e Poste Italiane negli ultimi anni sono purtroppo sempre più correlati visti i numerosi tentativi di attacchi che gli utenti si vedono recapitare via mail (e gli attacchi andati a buon fine su siti delle Poste, ndr).
Uno scenario complesso dunque.
La presentazione parte dalla contestualizzazione del fenomeno phishing, dalle sue dinamiche e dagli interessi economici sottesi, dalle sue componenti sociali e tecnologiche per poi sfociare nell’analisi e nelle considerazioni di un caso reale.
Interessanti le riflessioni finali:
ma l’utente è realmente tutelato?
le misure di sicurezza poste in essere dall’istituto sono sufficienti nello scenario bancario italiano del 2010?
P.S.: puoi vedere qui il proof-of-concept del tabnapping (il video era troppo pesante per slideshare)
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