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giugno, 2009:

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Phishing

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Clusit

Security Summit: social network & awareness

Social network

Social network

Ho partecipato al Security Summit 2009 e le mie aspettative non sono state disattese.
Ho trovato una struttura logistica all’altezza anche se un po’ fuori mano (parere soggettivo).
I colleghi relatori, esperti di sicurezza e/o blogger, hanno saputo, a mio avviso, fornire testimonianze e spunti di riflessioni decisamente interessanti.
Il tempo era tiranno, in più quella settimana ero completamente afono per via di un edema alle corde vocali, pertanto defilato dal dibattito mi ritrovo, giorni dopo, a fissare alcuni argomenti e personali riflessioni.

Privacy, furto di identità nei social network, consapevolezza e diritto all’oblio, definizione di social network: tanti argomenti, diversi ma che si sovrappongono in più punti formando una sorta di grafo multidimensionale che assume delle connotazioni diverse in base al punto di osservazione.

Sembra strano parlare e soprattutto esigere un certo grado di privacy in un ambiente di social network.
Molti (semplicisticamente, aggiungo io) etichettano la questione come un falso problema: “se voglio mantenere la mia privacy non mi registro ad un social network“.
Non credo sia così semplice. E’ come dire che se non vuoi essere tartassato di pubblicità telefonica nel cuore della notte non chiedere l’allacciamento alla rete telefonica.
Esiste, deve esistere, una via di mezzo che passa dalla consapevolezza del mezzo, del suo utilizzo reale e potenziale.
Sebbene da un punto di vista statistico la platea di utenti dei social network non è così giovane come si potrebbe pensare, è opportuno vedere il fenomeno da una prospettiva diversa.
Consapevolezza.
Quanti di noi, utilizzatori ad esempio di Facebook, hanno verificato le impostazioni della privacy? Quanti hanno letto i termini di acecttazione del servizio in fase di registrazione? Quanti hanno monitorato i loro cambiamenti?
Quanti hanno realmente la percezione di cosa sia il datamining, il behavioral advertising, profilazione massiva? Quanti si sono interrogati sulla “gratuità” di Facebook? Quanti sanno dove vanno a finire i propri dati?
Certo, quello che noi intendiamo fornire, non necessariamente dati reali.
Facebook in particolare è il primo strumento di profilazione massiva, volontaria e comportamentale destinata a creare la base dati privata del settore più dettagliata e completa mai vista.
I gruppi, gli album, i commenti, le chat, le amicizie, l’essere fan di qualcuno o qualcosa, lo stato sentimentale, l’orientamento politico, l’orientamento religioso, il gradire un commento, un seguire un link da facebook verso l’esterno e viceversa, gradire o meno una pubblicità, creare o meno gruppi, reti specifiche, ex-compagni di scuola, di lavoro, di università, di viaggio e chi più ne ha più ne metta.
Ogni evento che scateniamo rappresenta uno o più item che veicolano informazioni che concorrono a creare un contesto informativo e comportamentale più esteso che è appetibilissimo dalle società di marketing (e non solo).

Adesso sembra un po’ più facile riuscire a definire cos’è un social network.
A me piace definirlo come una rete di informazioni condivise o, in sintesi, identità digitali condivise.
Si completano, si intrecciano, si sovrappongono ma costituiscono parte di un “io digitale” multidimensionale che trae origine dalla curiosità del nuovo strumento tecnologico e dalla possibilità, per certi versi, di avere meno barriere dell’”io reale” in cui troppo spesso non si può essere apertamente sè stessi.
In questo scenario, è ancora possibile parlare di furto di identità quando le informazioni oggetto di “furto” sono state rese dalla “vittima” stessa più o meno consapevolmente?
Non sarebbe forse più corretto parlare di “appropriazione” di identità?
Non sono un legale ma credo proprio ci sia una profonda e determinante differenza che andrebbe valutata e normata di conseguenza.
Demonizzare non serve, occorre invece essere consapevoli e responsabili soprattutto verso le nuove generazioni.
Queste ultime sono nate e cresciute in cui è “normale” usare certi mezzi e vengono usati con la leggerezza e l’ingenuità propria della loro età.
E’ giusto che sia così: non devono essere le nuove generazioni a crescere troppo in fretta perchè noi diamo loro a disposizione dei mezzi potenzialmente pericolosi.
Piuttosto, abbiamo noi il dovere di essere al loro fianco ed indicare loro un uso responsabile, attento e consapevole.
Le attenzioni e la prudenza non sono mai troppe visto che, in rete più che nella vita privata, non esiste il concetto di diritto all’oblio.
Non è fantascienza ipotizzare di essere scartati ad un colloquio di lavoro perchè, anni prima, avete pubblicato bravate di cui, anche volendo, non avete sempre la possibilità o le competenze per una totale e definitiva rimozione.

La rete va verso il web semantico, verso il web 3.0 e sempre più ricorda, copia, clona, veicola, salva, archivia anche a nostra insaputa per innumerevoli motivi e tecnicismi che non vado in questo contesto a dettagliare.

Noi esperti di sicurezza, di comunicazione online, noi con il “doppio cappello” lo sappiamo bene e abbiamo il dovere di alzare la mano per porre la questione all’attenzione di tutti.

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Clusit

Titoli di oggi: voglio scendere

snoopyA volte basta leggere per capire.

In alcuni casi ci si può limitare ai soli titoli.

- Campo de’ fiori, Roma: massacrati perchè gay

- Gheddafi: USA come Bin Laden

- Scontri a La Sapienza: proteste per la visita del leader libico
- I tifosi della Roma acclamano Gheddafi: “compra tu la Roma“.
- Ronaldo: il Dio Cristiano (93 milioni di euro)
- Voglio fare il tronista

Ognuno tragga le proprie conclusioni sulle notizie di oggi, sulle priorità che esse rappresentano per i lettori italiani, sui valori e sui messaggi trasmessi ai giovani.

A Firenze il Mozilla Add-ons Workshop

Mozilla Italia

Mozilla Italia

Sabato 27 giugno si terrà a Firenze il Mozilla Add-ons Workshop, organizzato da Mozilla Europe in collaborazione con Mozilla Italia.

Durante questo incontro interverranno i migliori programmatori di estensioni italiani per spiegare come si crea un’estensione per i programmi Mozilla, successivamente si darà spazio al lavoro di gruppo per creare una nuova estensione.

La partecipazione a questo incontro è libera e gratuita, è tuttavia richiesta una registrazione per poter organizzare al meglio l’evento.

Ai partecipanti verrà data una maglietta creata per l’occasione e successivamente, per chi vuole rimanere, andremo tutti insieme a mangiare una pizza e bere qualcosa in centro.

Sul wiki di Mozilla Foundation troverete tutti i dettagli.

Grazie a Giuliano Masseroni per la news!

Democraxia

Finite le elezioni, nessuno ha perso, hanno vinto tutti.

Luogo comune della politica? Può essere ma la verità è che l’attuale esecutivo (che per farla breve si riassume in un nome e cognome) continua a fare incetta di voti.

La cosa è strana. Tutti quelli con cui mi capita di confrontarmi si lamentano e si vergognano di essere guidati e rappresentati da un personaggio come Berlusconi.

Com’è possibile che alle urne la gente cambi completamente idea? Siamo tutti dei falsi? Ci sono dei mega imbrogli? Improbabile.

Credo che purtroppo ci sia un sentimento diffuso di assuefazione all’illegalità di Stato. Credo anche che non si sia colta appieno la devastante azione mediatica ultradecennale che questo individuo dispone nelle sue reti televisive private (come owner) e pubbliche (come premier) e giornali, riviste, periodici e chi più ne ha più ne metta.

Lentamente, inesorabilmente, goccia dopo goccia, abbiamo dimenticato cosa sia la democrazia e, statistiche alla mano, chiediamo a gran voce un capo carismatico che ci dica quello che vogliamo sentirci dire.

Baciamo le mani. Catania a rischio bancarotta.
Baciamo le mani. Catania a rischio bancarotta.

Un nuovo messia mediatico che afferra l’anello che ci ha messo al naso e ci porta a spasso, dai tronisti al confessionale passando da Milanello elargendo promesse ed impegni da smentire poi nel giro di pochi giorni.

E la cosa triste è che le urne danno ancora ragione a lui.

E’ questo è evidentemente quello che il popolo italiano si merita.

Scandali, processi, manipolazioni, veline, voli di stato, concussioni, corruzioni, mafia, leggi ad personam, bavagli, censure, sequestri, politici stranieri che vagano col membro di fuori tra gli ospiti del cavaliere: nulla sembra scalfire l’italiano pardon, l’italiota.

Non esiste un’alternativa politica credibile e duratura? Vero. Il più pulito ha la rogna.

Ma quando ci sforzeremo di crearla senza se e senza ma?

Credo che non resti molto spazio per le proteste e reazioni pacifiche: troppo tempo, troppo opportunismo, troppo lentamente si sta stringendo il cappio per potercene accorgere e reagire in tempo.

Aspettiamo solo che la Natura faccia il suo corso, con buona pace di Scapagnini che accorre fedelmente in soccorso del primo ministro sia per sottolineare la sua “quasi immortalità“  che per testimoniare che il premier non è sesso-dipendente.

Guardate questo video e vedetevi per una volta come ci vedono all’estero:

Se questo è quello che vuole un italiano io, evidentemente, sono di un altro pianeta.

Come questo frate cappuccino, Giorgio Butterini del convento di Trento, che in una sua mail indica il pacchetto sicurezza approvato in Senato quale “ultimo attacco alla democrazia“.